Nota: questo sito sostituisce il precedente sito sulla
Carta allo stesso indirizzo, destinato ad informare i cittadini sui lavori
della Convenzione, permettendo loro di intervenire sull’argomento e di porre
quesiti. Una parte del vecchio sito Web viene conservata a scopo di
documentazione.
Questa rubrica riprende il testo integrale della Carta
dei diritti fondamentali dell'Unione europea nella versione sottoscritta e proclamata
dai Presidenti di Parlamento europeo, Consiglio e Commissione in occasione del
Consiglio europeo di Nizza il 7 dicembre 2000.
La Carta è frutto di una procedura originale — senza
precedenti nella storia dell'Unione europea — che si può così riassumere:
La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
riprende in un unico testo, per la prima volta nella storia dell'Unione
europea, i diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini europei
nonché di tutte le persone che vivono sul territorio dell'Unione.
Questi diritti sono raggruppati in sei grandi capitoli:
Si
fondano soprattutto sui diritti e sulle libertà fondamentali riconosciute dalla
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, sulle tradizioni
costituzionali degli Stati membri dell'Unione europea, sulla Carta sociale
europea del Consiglio d'Europa e sulla Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori, nonché su altre convenzioni internazionali alle
quali aderiscono l'Unione europea o i suoi Stati membri.
La
questione dello status giuridico, ossia del carattere giuridicamente vincolante
della Carta mediante l'inserimento nel TUE, è stata sollevata dal Consiglio
europeo di Colonia che ha avviato i lavori. La Convenzione ha redatto il
progetto di Carta nell'ottica di tale inserimento eventuale e il Parlamento
europeo si è dichiarato favorevole. Il Consiglio europeo di Nizza (cfr.
allegato I delle conclusioni) ha deciso di esaminare la questione dello status
giuridico della Carta nell'ambito della discussione sul futuro dell'Unione
europea che si è aperto il 1. gennaio 2001.
allegato:
la composizione della Convenzione (EN - FR)
testo
integrale (54 articoli) -
spiegazioni
della Convenzione relative al testo completo della Carta
doc. CONVENT 49 (11 ottobre 2000) -
CARTA
DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL UNIONE EUROPEA
(2000/C 364/01)
IT 18.12.2000 Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee C 364/1
PROCLAMACIèN
SOLEMNE
HÿJTIDELIG
PROKLAMATION
FEIERLICHE
PROKLAMATION
–¡Õ«Ã’—… « ƒ…¡ «—’Œ«
SOLEMN
PROCLAMATION
PROCLAMATION SOLENNELLE
FORèGRA SOLL.NTA
PROCLAMAZIONE
SOLENNE
PLECHTIGE
AFKONDIGING
PROCLAMA«ÃO
SOLENE
JUHLALLINEN
JULISTUS
H÷GTIDLIG
PROKLAMATION
IT 18.12.2000 Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee C 364/3
El Parlamento Europeo,
el Consejo y la ComisiÛn proclaman solemnemente en tanto que Carta de los
Derechos
Fundamentales de la UniÛn Europea el texto que figura a continuaciÛn.
Europa-Parlamentet,
RÂdet og Kommissionen proklamerer h¯jtideligt den tekst, der f¯lger nedenfor,
som
Den EuropÊiske
Unions charter om grundlÊggende rettigheder.
Das Europ‰ische
Parlament, der Rat und die Kommission proklamieren feierlich den nachstehenden
Text
als Charta der
Grundrechte der Europ‰ischen Union.
‘Ô ÅýÒùð·ÿ͸
ÔéÌÔ‚Ô½ÎéÔ, òÔ èýςԽÎéÔ Í·é Á ÅðéòÒÔðfi ‰é·ÍÁÒ½ÛÛÔýÌ ð·ÌÁ„ýÒéÍ‹, ùò ׋ÒòÁ
»ÂÏÂÎéù‰²Ì
ƒéÍ·éùÏ‹òùÌ òÁò
ÅýÒùð·ÿÍfiò ¸ÌùÛÁò, òÔ ÍÂflÏÂÌÔ ðÔý ·ÍÔÎÔýËÂfl.
The European
Parliament, the Council and the Commission solemnly proclaim the text below as
the
Charter of
fundamental rights of the European Union.
Le Parlement
européen, le Conseil et la Commission proclament solennellement en tant que
Charte des
droits
fondamentaux de l'Union européenne le texte repris ci-aprËs.
ForÛgraÌonn Parlaimint
na hEorpa, an Chomhairle agus an Coimisiÿn go sollÿnta an téacs thÌos mar an
Chairt um
Chearta Bunÿsacha den Aontas Eorpach.
Il Parlamento
europeo, il Consiglio e la Commissione proclamano solennemente quale Carta dei
diritti
fondamentali
dell'Unione europea il testo riportato in appresso.
Het Europees
Parlement, de Raad en de Commissie kondigen plechtig als Handvest van de
grondrechten
van de Europese
Unie de hierna opgenomen tekst af.
O Parlamento
Europeu, o Conselho e a Comiss„o proclamam solenemente, enquanto Carta dos
Direitos
Fundamentais da
Uni„o Europeia, o texto a seguir transcrito.
Euroopan
parlamentti, neuvosto ja komissio juhlallisesti julistavat j‰ljemp‰n‰ esitetyn
tekstin Euroopan
unionin
perusoikeuskirjaksi.
Europaparlamentet,
rÂdet och kommissionen tillk‰nnager hˆgtidligt denna text sÂsom stadga om de
grundl‰ggande
r‰ttigheterna i Europeiska unionen.
IT 18.12.2000 Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee C 364/5
Hecho en Niza,
el siete de diciembre del aÒo dos mil.
UdfÊrdiget i
Nice den syvende december to tusind.
Geschehen zu
Nizza am siebten Dezember zweitausend.
¸„éÌ ÛòÁ
ÕflÍ·é·, Ûòéò Âðò‹ ƒÂÍÂÏ‚ÒflÔý ‰½Ô ˜éÎ鋉Âò.
Done at Nice
on the seventh day of December in the year two thousand.
Fait à Nice, le
sept décembre deux mille.
Arna dhéanamh i
Nice, an seachtÿ l· de Nollaig sa bhliain dh· mhÌle.
Fatto a Nizza,
addÏ sette dicembre duemila.
Gedaan te Nice,
de zevende december tweeduizend.
Feito em Nice,
em sete de Dezembro de dois mil.
Tehty Nizzassa
seitsem‰nten‰ p‰iv‰n‰ joulukuuta vuonna kaksituhatta.
Som skedde i
Nice den sjunde december tjugohundra.
IT C 364/6 Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee 18.12.2000
Por el
Parlamento Europeo
For
Europa-Parlamentet
F¸r das
Europ‰ische Parlament
Ãé· òÔ ÅýÒùð·ÿ͸
ÔéÌÔ‚Ô½ÎéÔ
For the European
Parliament
Pour le
Parlement européen
Thar ceann
Pharlaimint na hEorpa
Per il
Parlamento europeo
Voor het
Europees Parlement
Pelo Parlamento
Europeu
Euroopan
parlamentin puolesta
Fˆr
Europaparlamentet
Por el Consejo
de la UniÛn Europea
For RÂdet for
Den EuropÊiske Union
F¸r den Rat der
Europ‰ischen Union
Ãé· òÔ èýςԽÎéÔ
òÁò ÅýÒùð·ÿÍfiò ¸ÌùÛÁò
For the
Council of the European Union
Pour le Conseil
de l'Union européenne
Thar ceann
Chomhairle an Aontais Eorpaigh
Per il Consiglio
dell'Unione europea
Voor de Raad van
de Europese Unie
Pelo Conselho da
Uni„o Europeia
Euroopan unionin
neuvoston puolesta
Fˆr Europeiska
unionens rÂd
Por la ComisiÛn
Europea
For
Europa-kommissionen
F¸r die
Europ‰ische Kommission
Ãé· òÁÌ
ÅýÒùð·ÿÍfi ÅðéòÒÔðfi
For the
European Commission
Pour la
Commission européenne
Thar ceann an
Choimisiÿin Eorpaigh
Per la
Commissione europea
Voor de Europese
Commissie
Pela Comiss„o
Europeia
Euroopan
komission puolesta
Fˆr Europeiska
kommissionen
IT 18.12.2000 Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee C 364/7
CHARTE 4473/00
van/VB\mm 1
JUR IT
PROGETTO DI
CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA
fundamental.rights@consilium.eu.int
Bruxelles, 11
ottobre 2000 (18.10)
CHARTE 4473/00
CONVENT 49
NOTA DEL
PRESIDIUM
Oggetto: Progetto
di Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
- esto delle
spiegazioni relative al testo completo della Carta, quale figura nel doc. CHARTE 4487/00 CONVENT 50
Le presenti
spiegazioni sono state stilate sotto la responsabilità del Presidium. Esse non
hanno valore giuridico e sono semplicemente destinate a chiarire le
disposizioni della Carta.
I popoli
dell'Europa nel creare tra loro un'unione sempre più stretta hanno deciso di
condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.
Consapevole del
suo patrimonio spirituale e morale, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e
universali della dignità umana, della libertà, dell'uguaglianza e della
solidarietà; essa si basa sul principio della democrazia e sul principio dello
stato di diritto. Pone la persona al centro della sua azione istituendo la
cittadinanza dell'Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e
giustizia.
L'Unione
contribuisce alla salvaguardia e allo sviluppo di questi valori comuni nel
rispetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli
dell'Europa, nonché dell'identità nazionale degli Stati membri e
dell'ordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e
locale; essa si sforza di promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile e
assicura la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei
capitali nonché la libertà di stabilimento.
A tal fine è
necessario rafforzare la tutela dei diritti fondamentali, alla luce
dell'evoluzione della società, del progresso sociale e degli sviluppi
scientifici e tecnologici, rendendo tali diritti più visibili in una Carta.
La presente
Carta riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti della Comunità e dell'Unione
e del principio di sussidiarietà, i diritti derivanti in particolare dalle
tradizioni
costituzionali e
dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri, dal trattato
sull'Unione europea e dai trattati comunitari, dalla convenzione europea per la
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, dalle carte
sociali adottate dalla Comunità e dal Consiglio d'Europa, nonché dalla
giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee e da quella
della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Il godimento di
questi diritti fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri
come pure della comunità umana e delle generazioni future.
Pertanto,
l’Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi enunciati in appresso.
CAPO I. DIGNITÀ
Articolo 1
Dignità umana
La dignità umana
è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.
Spiegazione
La dignità della
persona umana non è soltanto un diritto fondamentale in sé, ma costituisce la
base stessa dei diritti fondamentali. La Dichiarazione universale dei diritti
dell'uomo del 1948 stabilisce questo principio nel preambolo: "Considerato
che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia
umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della
libertà, della giustizia e della pace nel mondo;"
Ne consegue, in
particolare, che nessuno dei diritti sanciti nella presente Carta può essere
usato per recare pregiudizio alla dignità altrui e che la dignità della persona
umana fa parte della sostanza stessa dei diritti sanciti nella Carta. Non può
pertanto subire pregiudizio, neanche in casodi limitazione di un diritto.
Articolo 2
Diritto alla
vita
1. Ogni
individuo ha diritto alla vita.
2. Nessuno può
essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.
Spiegazione
1. Il paragrafo
1 di questo articolo è basato sulla prima frase dell'articolo 2, paragrafo 1,
della
CEDU, che
recita:
"1. Il
diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge..."
2. La seconda
frase di detta disposizione, che ha per oggetto la pena capitale, è superata dall’articolo
1 del protocollo n. 6 della CEDU, così formulato:“La pena di morte è abolita.
Nessuno può essere condannato a tale pena né giustiziato.”
A tale
disposizione si ispira l’articolo 2, paragrafo 2, della Carta.
3. Le
disposizioni dell'articolo 2 della Carta corrispondono a quelle degli articoli summenzionati
della CEDU e del protocollo addizionale e, ai sensi dell’articolo 52, paragrafo
3 della Carta, hanno significato e portata identici. Pertanto le definizioni “negative”
che figurano nella CEDU devono essere considerate come figuranti anche nella
Carta:
a) articolo 2,
paragrafo 2 della CEDU:
“La morte non si
considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un
ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:
a. per garantire
la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;
b. per eseguire
un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente
detenuta;
c. per
reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione.";
b) articolo 2
del protocollo n. 6 della CEDU:
"Uno Stato
può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in
tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sarà
applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue
disposizioni ...".
Articolo 3
Diritto
all'integrità della persona
1. Ogni
individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
2. Nell'ambito
della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati:
- il consenso
libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite
dalla legge
- il divieto
delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la
selezione delle persone
- il divieto di
fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro
- il divieto
della clonazione riproduttiva degli esseri umani.
Spiegazione
1. I principi
enunciati nell'articolo 3 della Carta figurano già nella convenzione sui
diritti dell'uomo e la biomedicina adottata nell'ambito del Consiglio d'Europa
(serie dei trattati europei n. 164 e protocollo addizionale n. 168). La Carta
non intende derogare a tali disposizioni e proibisce solo la clonazione
riproduttiva. Non autorizza né proibisce le altre forme di clonazione e non
impedisce quindi in alcun modo al legislatore di vietarle.
2. Il
riferimento alle pratiche eugeniche, segnatamente quelle che hanno come scopo
la selezione delle persone, riguarda le ipotesi in cui siano organizzati e
attuati programmi di selezione che comportino, per esempio, campagne di
sterilizzazione, gravidanze forzate, matrimoni etnici obbligatori, ecc., atti
considerati tutti crimini internazionali dallo statuto del Tribunale penale
internazionale adottato a Roma il 17 luglio 1998 (cfr. articolo 7, paragrafo 1,
lettera g)).
Articolo 4
Proibizione
della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti
Nessuno può
essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti.
Spiegazione
Il diritto di
cui all’articolo 4 corrisponde a quello garantito dall’articolo 3 della CEDU,
la cui formulazione è identica: “Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a
pene o trattamenti inumani o degradanti.”. Ai sensi dell'articolo 52, paragrafo
3 della Carta, ha significato e portata identici.
Articolo 5
Proibizione
della schiavitù e del lavoro forzato
1. Nessuno può
essere tenuto in condizioni di schiavitù o di servitù.
2. Nessuno può
essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio.
3. È proibita la
tratta degli esseri umani.
Spiegazione
1. Il diritto di
cui all’articolo 5, paragrafi 1 e 2, corrisponde a quello dell’articolo 4, paragrafi
1 e 2, dello stesso tenore, della CEDU. Il significato e la portata di questo
diritto sono identici a quelli conferiti da detto articolo, ai sensi
dell'articolo 52, paragrafo 3 della Carta. Ne consegue che:
- nessuna
restrizione può essere imposta legittimamente al diritto previsto dal paragrafo
1;
- nel
paragrafo 2, le nozioni di "lavoro forzato o obbligatorio" devono
essere interpretate alla luce delle definizioni "negative" contenute
nell'articolo 4, paragrafo 3 della CEDU, che recita:
“Non è
considerato «lavoro forzato o obbligatorio» ai sensi del presente articolo:
a. il lavoro
normalmente richiesto ad una persona detenuta alle condizioni previste dall’articolo
5 della presente Convenzione o durante il periodo di libertà condizionale;
b. il servizio
militare o, nel caso degli obiettori di coscienza nei paesi dove l’obiezione di
coscienza è considerata legittima, qualunque altro servizio sostitutivo di
quello militare obbligatorio;
c. qualunque
servizio richiesto in caso di crisi o di calamità che minacciano la vita o il
benessere della comunità;
d. qualunque
lavoro o servizio facente parte dei normali doveri civici.”.
2. Il paragrafo
3 è l'immediata conseguenza del principio della dignità della persona umana e tiene
conto degli ultimi sviluppi della criminalità organizzata, quali le
organizzazioni che favoriscono, a scopo di lucro, l'immigrazione clandestina o
lo sfruttamento sessuale.
L’allegato della
convenzione Europol riporta la seguente definizione applicabile alla tratta a scopo
di sfruttamento sessuale: “Tratta degli esseri umani: il fatto di sottoporre
una persona al potere reale e illegale di altre persone ricorrendo a violenze o
a minacce o abusando di un rapporto di autorità o mediante manovre, in
particolare per dedicarsi allo sfruttamento della prostituzione altrui, a forme
di sfruttamento e di violenza sessuale nei confronti di minorenni o al
commercio connesso con l'abbandono dei figli”. Il capitolo VI della convenzione
di applicazione dell'accordo di Schengen, che è stato integrato nell'acquis
comunitario e al quale il Regno Unito e l'Irlanda ha chiesto di aderire,
contiene, nell'articolo 27, paragrafo 1,la seguente disposizione in materia di
organizzazioni di immigrazione clandestina: "Le Parti contraenti si
impegnano a stabilire sanzioni appropriate nei confronti di chiunque aiuti o tenti
di aiutare, a scopo di lucro, uno straniero ad entrare o a soggiornare nel territorio
di una Parte contraente in violazione della legislazione di detta Parte
contraente relativa all’ingresso ed al soggiorno degli stranieri.".
CAPO II. LIBERTÀ
Articolo 6
Diritto alla
libertà e alla sicurezza
Ogni individuo
ha diritto alla libertà e alla sicurezza.
Spiegazione
I diritti di cui
all’articolo 6 corrispondono a quelli garantiti dall’articolo 5 della CEDU, del
quale,ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3 della Carta, hanno pari
significato e portata. Ne consegue che le limitazioni che possono
legittimamente essere apportate non possono andare oltre i limiti consentiti
dalla CEDU nel quadro dell'articolo 5, che recita:
1. "Ogni
individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza. Nessuno può essere privato
della libertà, se non nei casi seguenti e nei modi previsti dalla legge:
a. se è detenuto
regolarmente in seguito a condanna da parte di un tribunale competente;
b. se si trova
in regolare stato di arresto o di detenzione per violazione di un provvedimento
emesso, conformemente alla legge, da un tribunale o allo scopo di garantire
l’esecuzione di un obbligo prescritto dalla legge;
c. se è stato
arrestato o detenuto per essere tradotto dinanzi all’autorità giudiziaria competente,
quando vi sono motivi plausibili di sospettare che egli abbia commesso un reato
o vi sono motivi fondati di ritenere che sia necessario impedirgli di
commettere un reato o di darsi alla fuga dopo averlo commesso;
d. se si tratta
della detenzione regolare di un minore, decisa per il suo inserimento in una struttura
rieducativa, o della sua detenzione regolare in attesa di comparire dinanzi all’autorità
competente;
e. se si tratta
della detenzione regolare di una persona suscettibile di propagare una malattia
contagiosa, di un alienato, di un alcolizzato, di un tossicomane o di un vagabondo;
f. se si tratta
dell’arresto o della detenzione regolari di una persona per impedirle di entrare
illegalmente nel territorio, oppure di una persona contro la quale è in corso
un procedimento d’espulsione o d’estradizione.
2. Ogni persona
arrestata deve essere informata, al più presto e in una lingua a lei
comprensibile, dei motivi dell’arresto e di ogni accusa formulata a suo carico.
3. Ogni persona
arrestata o detenuta, conformemente alle condizioni previste dal paragrafo 1.c)
del presente articolo, deve essere tradotta al più presto dinanzi ad un giudice
o ad un altro magistrato autorizzato dalla legge ad esercitare funzioni
giudiziarie e ha diritto di essere giudicata entro un termine ragionevole o di
essere messa in libertà durante la procedura. La scarcerazione può essere
subordinata a garanzie che assicurino la comparizione dell’interessato
all’udienza.
4. Ogni persona
privata della libertà mediante arresto o detenzione ha il diritto di presentare
un ricorso ad un tribunale, affinché decida entro breve termine sulla
legittimità della sua detenzione e ne ordini la scarcerazione se la detenzione
è illegittima.
5. Ogni persona
vittima di arresto o di detenzione in violazione di una delle disposizioni del presente
articolo ha diritto ad una riparazione.”
Nella misura in
cui la Carta è applicata nell’ambito dell’Unione, i diritti di cui all’articolo
6 devono essere in particolare rispettati quando, conformemente al titolo VI
del trattato sull'Unione europea, l’Unione adotta decisioni-quadro per la
definizione di disposizioni minime comuni in materia di qualificazione delle
infrazioni e delle sanzioni.
Articolo 7
Rispetto della
vita privata e della vita familiare
Ogni individuo
ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio
domicilio e delle proprie comunicazioni.
Spiegazione
I diritti di cui
all'articolo 7 corrispondono a quelli garantiti dall'articolo 8 della CEDU. Per
tener conto dell'evoluzione tecnica, il termine "comunicazioni" è
stato sostituito a "corrispondenza".
Conformemente
all'articolo 52, paragrafo 3, il significato e la portata di questi diritti
sono identici a quelli del corrispondente articolo della CEDU. Le limitazioni
che si possono legittimamente essere apportate sono pertanto quelle autorizzate
ai sensi del suddetto articolo 8, che recita:
"1. Ogni
persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del
proprio domicilio e della propria corrispondenza.
2. Non può
esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a
meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che,
in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla
pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e
alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla
protezione dei diritti e delle libertà altrui."
Articolo 8
Protezione dei
dati di carattere personale
1. Ogni
individuo ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che lo
riguardano.
2. Tali dati
devono essere trattati secondo il principio di lealtà, per finalità determinate
e in base al consenso della persona interessata o a un altro fondamento
legittimo previsto dalla legge. Ogni individuo ha il diritto di accedere ai
dati raccolti che lo riguardano e di ottenerne la rettifica.
3. Il rispetto
di tali regole è soggetto al controllo di un'autorità indipendente.
Spiegazione
Questo articolo
si fonda sull'articolo 286 del trattato che istituisce la Comunità europea,
sulla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla
tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali
nonché alla libera circolazione di tali dati (GU L 281 del 23.11.95), nonché
sull'articolo 8 della CEDU e sulla convenzione del Consiglio d'Europa sulla
protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di
carattere personale del 28 gennaio 1981, ratificata da tutti gli Stati membri.
Il diritto alla protezione dei dati personali si esercita alle condizioni
previste dalla suddetta direttiva e può essere limitato alle condizioni
previste dall'articolo 53 della Carta.
Articolo 9
Diritto di
sposarsi e di costituire una famiglia
Il diritto di
sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le
leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio.
Spiegazione
Questo articolo
si basa sull'articolo 12 della CEDU, che recita: "A partire dall’età
minima per contrarre matrimonio, l’uomo e la donna hanno il diritto di sposarsi
e di fondare una famiglia secondo le leggi nazionali che regolano l’esercizio
di tale diritto.". La formulazione di questo diritto è stata aggiornata al
fine di disciplinare i casi in cui le legislazioni nazionali riconoscono modi
diversi dal matrimonio per costituire una famiglia. L'articolo non vieta né
impone la concessione dello status matrimoniale a unioni tra persone dello
stesso sesso. Questo diritto è pertanto simile a quello previsto dalla CEDU, ma
la sua portata può essere più estesa qualora la legislazione nazionale lo preveda.
Articolo 10
Libertà di
pensiero, di coscienza e di religione
1. Ogni
individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.
Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come
la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione
individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto,
l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti.
2. Il diritto
all'obiezione di coscienza è riconosciuto secondo le leggi nazionali che ne disciplinano
l'esercizio.
Spiegazione
Il diritto
garantito al paragrafo 1 corrisponde a quello garantito dall'articolo 9 della
CEDU e, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3, ha significato e portata
identici. Le limitazioni devono pertanto rispettare il paragrafo 2
dell'articolo 9, che recita: "La libertà di professare la propria
religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da
quelle che, stabilite dalla legge, costituiscono misure necessarie, in una
società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine,
della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della
libertà altrui.".
Il diritto garantito
al paragrafo 2 corrisponde alle tradizioni costituzionali nazionali e
all’evoluzione delle legislazioni nazionali a questo proposito.
Articolo 11
Libertà di
espressione e d'informazione
1. Ogni
individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la
libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o
idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e
senza limiti di frontiera.
2. La libertà
dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
Spiegazione
1. Questo
articolo corrisponde all'articolo 10 della CEDU, che recita:
"1. Ogni
individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la
libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee
senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza
limiti di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di
sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, cinematografiche
o televisive.
2. L’esercizio
di queste libertà, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto
alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla
legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla
sicurezza nazionale, all’integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla
difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o
della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire
la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l’autorità e
l’imparzialità del potere giudiziario.".
In applicazione
dell’articolo 52, paragrafo 3, questo diritto ha lo stesso significato e la stessa
portata di quello garantito dalla CEDU. Le limitazioni che possono essere apportate
posso pertanto andare oltre quelle previste al paragrafo 2 dell’articolo 10, salve
restando le restrizioni che il diritto comunitario in materia di concorrenza
può
apportare alla
facoltà degli Stati membri di instaurare i regimi di autorizzazione di cui all’articolo
10, paragrafo 1, terza frase della CEDU.
2. Il paragrafo
2 di questo articolo esplicita le conseguenze del paragrafo 1 in relazione alla
libertà dei media. Si basa segnatamente sulla giurisprudenza della Corte in
materia di televisione, in particolare nella causa C-288/89 (sentenza del 25
luglio 1991, Stichting Collectieve Antennevoorziening Gouda e.a., Racc. I-4007)
e sul Protocollo sui sistemi di radiodiffusione pubblica negli Stati membri,
allegato al trattato CE, nonché sulla direttiva 89/552/CE del Consiglio (cfr.
in particolare 17° considerando).
Articolo 12
Libertà di
riunione e di associazione
1. Ogni
individuo ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di
associazione a tutti i livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e
civico, il che implica il diritto di ogni individuo di fondare sindacati
insieme con altri e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
2. I partiti
politici a livello dell'Unione contribuiscono a esprimere la volontà politica
dei cittadini dell’Unione.
Spiegazione
1. Le
disposizioni del paragrafo 1 di questo articolo corrispondono alle disposizioni
dell'articolo 11 della CEDU, che recita:
"1. Ogni
persona ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà
d’associazione, ivi compreso il diritto di partecipare alla costituzione di
sindacati e di aderire ad essi per la difesa dei propri interessi.
2. L’esercizio
di questi diritti non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono
stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica,
alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla
prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale e alla
protezione dei diritti e delle libertà altrui. Il presente articolo non osta a
che restrizioni legittime siano imposte all’esercizio di tali diritti da parte
dei membri delle forze armate, della polizia o dell’amministrazione dello
Stato."
Le disposizioni
del paragrafo 1 dell'articolo 12 hanno lo stesso significato di quella della CEDU,
ma la loro portata è più estesa, dato che possono essere applicate a tutti i
livelli, incluso quindi il livello europeo. Ai sensi dell’articolo 52,
paragrafo 3 della Carta, le limitazioni di questo diritto non possono pertanto
andare oltre quelle considerate come legittime ai sensi del paragrafo 2
dell'articolo 11 della CEDU.
2. Tale diritto
si fonda parimenti sull’articolo 11 della Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori.
3. Il paragrafo
2 corrisponde all'articolo 191 del trattato che istituisce la Comunità europea.
Articolo 13
Libertà delle
arti e delle scienze
Le arti e la
ricerca scientifica sono libere. La libertà accademica è rispettata.
Spiegazione
Questo diritto è
dedotto in primo luogo dalle libertà di pensiero e di espressione. Si esercita
nel rispetto dell'articolo 1 e può essere soggetto alle limitazioni autorizzate
dall'articolo 10 della CEDU.
Articolo 14
Diritto
all'istruzione
1. Ogni
individuo ha diritto all'istruzione e all'accesso alla formazione professionale
e continua.
2. Questo
diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all'istruzione
obbligatoria.
3. La libertà di
creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così
come il diritto dei genitori di provvedere all'educazione e all'istruzione dei
loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche,
sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio.
Spiegazione
1. Questo
articolo si ispira sia alle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri
sia all'articolo 2 del protocollo addizionale alla CEDU, che recita:
"Il diritto
all’istruzione non può essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nell’esercizio
delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, deve
rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale
insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche.".
È stato
giudicato utile estendere questo diritto alla formazione professionale e
continua (cfr. punto 15 della Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori e articolo 10 della Carta sociale) e aggiungere il
principio della gratuità dell'istruzione obbligatoria. In base alla sua
formulazione, quest’ultimo principio implica soltanto che per l'istruzione obbligatoria
ogni bambino abbia la possibilità di accedere a un istituto che pratica la
gratuità. Esso
non impone che tutti gli istituti che dispensano tale istruzione, in
particolare quelli privati, siano gratuiti. Non vieta nemmeno che alcune forme
specifiche di istruzione possano essere a pagamento, a condizione che lo Stato
prenda misure destinate a concedere una compensazione finanziaria. Poiché la
Carta si applica all'Unione, ciò significa che, nel quadro delle sue politiche
in materia di formazione, l'Unione deve rispettare la gratuità dell'istruzione
obbligatoria, ma ciò non crea beninteso nuove competenze. Per quanto attiene al
diritto dei genitori, lo si deve interpretare in relazione alle disposizioni
dell’articolo 24.
2. La libertà di
creare istituti di istruzione, pubblici o privati, è garantita come uno degli
aspetti della libertà d'impresa, ma è limitata dal rispetto dei principi
democratici e si esercita secondo le modalità definite dalle legislazioni
nazionali.
Articolo 15
1. Ogni
individuo ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente
scelta o accettata.
2. Ogni
cittadino dell'Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di
stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro.
3. I cittadini
dei paesi terzi che sono autorizzati a lavorare nel territorio degli Stati
membri hanno diritto a condizioni di lavoro equivalenti a quelle di cui godono
i cittadini dell'Unione.
Spiegazione
La libertà professionale,
sancita nel paragrafo 1 di questo articolo,, è riconosciuta nella giurisprudenza
della Corte di giustizia (cfr., tra l'altro, le sentenze del 14 maggio 1974,
causa 4-73, Nold, Racc. 1974, pag. 491, punti 12, 13 e 14; del 13 dicembre
1979, causa 44/79, Hauer, Racc. 1979 pag. 3727; dell'8 ottobre 1986, causa
234/85, Keller, Racc. 1986, pag. 2897, punto 8). Cuesto paragrafo si ispira
inoltre all'articolo 1, paragrafo 2 della carta sociale europea firmata il 18
ottobre 1961, ratificata da tutti gli Stati membri, e al punto 4 della carta
comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 9 dicembre
1989. L'espressione "condizioni di lavoro" deve essere intesa nel
senso dell'articolo 140 del trattato CE.
Il paragrafo 2
riprende le tre libertà garantite dagli articoli 39, 43, 49 e segg. del
trattato CE, ossia libera circolazione dei lavoratori, libertà di stabilimento
e libera prestazione dei servizi.
Il paragrafo 3
si basa sull'articolo 137, paragrafo 3, quarto trattino del trattato CE e
sull'articolo 19, punto 4 della carta sociale europea, firmata il 18 ottobre
1961, ratificata da tutti gli Stati membri. Si applica pertanto l'articolo 52,
paragrafo 2 della Carta. La questione dell’ingaggio di marinai aventi la
cittadinanza di Stati terzi negli equipaggi di navi battenti bandiera di uno
Stato membro dell’Unione è disciplinata dal diritto comunitario e dalle
legislazioni e pratiche nazionali.
Articolo 16
Libertà
d'impresa
È riconosciuta
la libertà d'impresa, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni
e prassi nazionali.
Spiegazione
Questo articolo
si basa sulla giurisprudenza della Corte di giustizia che ha riconosciuto la
libertà di esercitare un'attività economica o commerciale (cfr. sentenze del 14
maggio 1974, causa 4-73, Nold, Racc. 1974, pag. 491, punto 14, e del 27
settembre 1979, causa 230/78, SPA Eridania e a., Racc. 1979, pag. 2749, punti
20 e 31) e la libertà contrattuale (cfr., tra l'altro, sentenze Sukkerfabriken
Nykøbing, causa 151/78, Racc. 1979, pag. 1, punto 19; del 5 ottobre 1999,
Spagna c/Commissione, causa C-240/97 [non ancora pubblicata], punto 99) e
sull'articolo 4, paragrafi 1 e 2 del trattato CE che riconosce la libertà di
concorrenza. Beninteso, questo diritto si esercita nel rispetto del diritto
comunitario e delle legislazioni nazionali. Esso può essere sottoposto alle limitazioni
previste all’articolo 52, paragrafo 1 della Carta.
Articolo 17
Diritto di
proprietà
1. Ogni
individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquistato
legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuno può
essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi
e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una
giusta indennità per la perdita della stessa. L'uso dei beni può essere
regolato dalla legge nei limiti imposti dall'interesse generale.
2. La proprietà
intellettuale è protetta.
Spiegazione
Questo articolo
corrisponde all'articolo 1 del protocollo addizionale alla CEDU, che recita:
" Ogni
persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno può
essere privato della sua proprietà se non per causa di pubblica utilità e nelle
condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto
internazionale.
Le disposizioni
precedenti non portano pregiudizio al diritto degli Stati di porre in vigore le
leggi da essi ritenute necessarie per disciplinare l’uso dei beni in modo
conforme all’interesse generale o per assicurare il pagamento delle imposte o
di altri contributi o delle ammende.".
Si tratta di un
diritto fondamentale comune a tutte le costituzioni nazionali. È stato sancito
a più riprese dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e in primo luogo
nella sentenza Hauer (13 dicembre 1979, Racc. 1979, pag. 3727).La stesura è
stata attualizzata ma, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3, questo diritto
ha significato e portata identici al diritto garantito dalla CEDU e le
limitazioni non possono andare oltre quelle previste da quest'ultima.
La protezione
della proprietà intellettuale, che costituisce uno degli aspetti del diritto di
proprietà, è esplicitamente menzionata al paragrafo 2, in virtù della sua
crescente importanza e del diritto comunitario derivato. La proprietà
intellettuale copre, oltre alla proprietà letteraria e artistica, il diritto
dei brevetti e dei marchi e i diritti analoghi. Le garanzie previste nel
paragrafo 1 si applicano opportunamente alla proprietà intellettuale.
Articolo 18
Diritto di asilo
Il diritto di
asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di
Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo
status dei rifugiati, e a norma del trattato che istituisce la Comunità
europea.
Spiegazione
Il testo
dell'articolo si basa sull'articolo 63 del trattato CE che impone all'Unione di
rispettare la convenzione di Ginevra sui rifugiati. Occorre far riferimento
alle disposizioni del protocollo relativo al Regno Unito e all’Irlanda nonché
di quello sulla Danimarca, allegati al trattato di Amsterdam, per determinare
in quale misura tali Stati membri applichino il diritto comunitario in materia
e in quale misura il presente articolo sia loro applicabile. Tale articolo
rispetta il protocollo sull’asilo allegato al trattato CE.
Articolo 19
Protezione in
caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione
1. Le espulsioni
collettive sono vietate.
2. Nessuno può
essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un
rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre
pene o trattamenti inumani o degradanti.
Spiegazione
Il paragrafo 1
di questo articolo ha significato e portata identici a quelli dell'articolo 4
del protocollo addizionale n. 4 alla CEDU per quanto attiene alle espulsioni
collettive. Esso è volto a garantire che ogni decisione formi oggetto di un
esame specifico e che non si possa decidere con un'unica misura l'espulsione di
tutte le persone aventi la nazionalità di un determinato Stato (cfr. anche
articolo 13 del Patto relativo ai diritti civili e politici).
Il paragrafo 2
incorpora la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo relativa all'articolo
3 della CEDU (cfr. Ahmed/Austria, sentenza del 17 dicembre 1996, Racc. 1996
VI.2206, e
Soering,
sentenza del 7 luglio 1989).
CAPO III. UGUAGLIANZA
Articolo 20
Uguaglianza
davanti alla legge
Tutti le persone
sono uguali davanti alla legge.
Spiegazione
Questo articolo
corrisponde al principio che figura in tutte le costituzioni europee ed è stato
sancito dalla Corte, in una sentenza, come uno dei principi fondamentali del
diritto comunitario (sentenza del 13 novembre 1984, Racke, causa 283/83, Racc.
1984, pag. 3791, sentenza del 17 aprile 1997, causa C-15/95, EARL, Racc. 1997,
pag. I-1961 e sentenza del 13 aprile 2000,causa C-292/97, Karlsson, non ancora
pubblicata).
Articolo 21
1. È vietata
qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la
razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche
genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni
politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza
nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze
sessuali.
2. Nell'ambito
d'applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull'Unione
europea è vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza, fatte
salve le disposizioni particolari contenute nei trattati stessi.
Spiegazione
Il paragrafo 1
si ispira all'articolo 13 del trattato CE e all'articolo 14 della CEDU, nonché all'articolo
11 della convenzione sui diritti dell'uomo e la biomedicina per quanto riguarda
il patrimonio genetico. Nella misura in cui coincide con l'articolo 14 della
CEDU, si applica ai sensi dello stesso.
Il paragrafo 2
corrisponde all'articolo 12 del trattato CE e va applicato ai sensi di
quest'ultimo.
Articolo 22
Diversità
culturale, religiosa e linguistica
L'Unione
rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica.
Spiegazione
Questo articolo
si fonda sull’articolo 6 del trattato sull’Unione europea e sull’articolo 151, paragrafi
1 e 4 del trattato CE, relativo alla cultura. Esso si ispira inoltre alla
dichiarazione n. 11allegata all’Atto finale del trattato di Amsterdam sullo
status delle chiese e delle organizzazioni non confessionali.
Articolo 23
Parità tra
uomini e donne
La parità tra
uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione,
di lavoro e di retribuzione.
Il principio
della parità non osta al mantenimento o all'adozione di misure che prevedano
vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato.
Spiegazione
Il primo comma
di questo articolo si basa sull'articolo 2 e sull'articolo 3, paragrafo 2 del
trattato CE, che impongono alla Comunità di mirare a promuovere la parità tra
uomini e donne e sull'articolo 141, paragrafo 3 del trattato CE. Esso si ispira
all'articolo 20 della carta sociale europea riveduta del 3.5.1996 e al punto 16
della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori.
Si basa anche
sull'articolo 141, paragrafo 3 del trattato CE e sull'articolo 2, paragrafo 4
della direttiva 76/207/CEE del Consiglio relativa all'attuazione del principio
della parità di trattamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda
l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le
condizioni di lavoro.
Il secondo comma
riprende, in una formula più breve, l’articolo 141, paragrafo 4 del trattato
CE, secondo cui il principio della parità di trattamento non osta al
mantenimento o all'adozione di misure che prevedano vantaggi specifici diretti
a facilitare l'esercizio di un'attività professionale da parte del sesso
sottorappresentato o a prevenire o compensare determinati svantaggi nella
carriera professionale. Conformemente all’articolo 51, paragrafo 2, questo
secondo comma non modifica l’articolo 141, paragrafo 4 del trattato CE.
Articolo 24
Diritto del bambino
1. I bambini
hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere.
Essi possono esprimere liberamente la propria opinione; questa viene presa in
considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e
della loro maturità.
2. In tutti gli
atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da
istituzioni private, l'interesse superiore del bambino deve essere considerato
preminente.
3. Ogni bambino
ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti
con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.
Spiegazione
Questo articolo
si basa sulla convenzione di New York sui diritti del fanciullo, firmata il 20
novembre 1989, ratificata da tutti gli Stati membri e, in particolare, sugli
articoli 3, 9, 12 e 13 di detta convenzione.
Articolo 25
Diritto degli
anziani
L'Unione
riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e
indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale.
Spiegazione
Questo articolo
è ispirato all'articolo 23 della Carta sociale europea riveduta e ai punti 24 e
25 della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori. La
partecipazione alla vita sociale e culturale comprende ovviamente la
partecipazione alla vita politica.
Articolo
26
Inserimento dei
disabili
L'Unione
riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a
garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la
partecipazione alla vita della comunità.
Spiegazione
Il principio
contenuto in questo articolo si basa sull'articolo 15 della carta sociale
europea e si ispira inoltre all’articolo 23 della carta sociale riveduta e al
punto 26 della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei
lavoratori.
CAPO IV.
SOLIDARIETÀ
Articolo 27
Diritto dei
lavoratori all'informazione e alla consultazione nell'ambito dell'impresa
Ai lavoratori o
ai loro rappresentanti devono essere garantite, a tutti i livelli,
l'informazione e la consultazione in tempo utile sulle questioni che li
riguardano nell'ambito dell'impresa, nei casi e alle condizioni previsti dal
diritto comunitario e dalle legislazioni e prassi nazionali.
Questo articolo
figura nella carta sociale europea riveduta (articolo 21) e nella Carta
comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori (punti 17 e 18). Si
applica alle condizioni previste dal diritto comunitario e dalle legislazioni
nazionali. Il riferimento ai livelli appropriati riguarda i livelli previsti
dal diritto comunitario o dalla legislazione e prassi nazionale, il che può
includere il livello europeo qualora la normativa comunitaria lo preveda.
L'acquis comunitario in questo campo è consistente: articoli 138 e 139 del
trattato CE, direttive 98/59/CE (licenziamenti collettivi), 77/187/CEE
(trasferimenti di imprese) e 94/45/CE (comitato aziendale europeo).
Articolo 28
Diritto di
negoziazione e di azioni collettive
I lavoratori e i
datori di lavoro, o le rispettive organizzazioni, hanno, a tutti
i livelli, il diritto di negoziare e di concludere contratti collettivi e di
ricorrere, in caso di conflitti di interessi, ad azioni collettive per la
difesa dei loro interessi, compreso lo sciopero, conformemente al diritto comunitario
e alle legislazioni e prassi nazionali.
Spiegazione
Questo articolo
si basa sull'articolo 6 della Carta sociale europea nonché sulla Carta
comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori (punti da 12 a 14).
Il diritto di azione collettiva è stato riconosciuto dalla Corte europea dei Diritti
dell'Uomo come uno degli elementi del diritto sindacale sancito dall'articolo
11 della CEDU. Per quanto riguarda i livelli appropriati ai quali può essere
effettuata la negoziazione collettiva, si vedano le spiegazioni fornite per
l'articolo precedente. Le azioni collettive, ad esempio lo sciopero, sono
disciplinate dalle legislazioni e dalle prassi nazionali, come pure il problema
di stabilire se possano essere condotte parallelamente in vari Stati membri.
Articolo 29
Diritto di
accesso ai servizi di collocamento
Ogni individuo
ha il diritto di accedere a un servizio di collocamento gratuito.
Spiegazione
Questo articolo
si basa sull'articolo 1, paragrafo 3 della Carta sociale europea e sul punto 13
della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori.
Articolo 30
Tutela in caso
di licenziamento ingiustificato
Ogni lavoratore
ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato
conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.
Spiegazione
Questo articolo
si ispira all'articolo 24 della Carta sociale riveduta. Cfr. anche la direttiva
77/187
sulla tutela dei
diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese e la direttiva
80/987 sulla
tutela dei lavoratori
in caso di insolvenza.
Articolo 31
Condizioni di
lavoro giuste ed eque
1. Ogni
lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose.
2. Ogni
lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro e a
periodi di riposo giornalieri e settimanali e a ferie annuali retribuite.
Spiegazione
1. Questo
articolo si basa sulla direttiva 89/391/CEE concernente l'attuazione di misure
volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori durante il lavoro. Si ispira anche all'articolo 3 della Carta
sociale e al punto 19 della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali
dei lavoratori, nonché, per quanto riguarda il diritto alla dignità sul lavoro,
all'articolo 26 della Carta sociale riveduta. L'espressione "condizioni di
lavoro" deve essere intesa nel senso dell'articolo 140 del trattato CE.
2. Il paragrafo
2 si basa sulla direttiva 93/104/CE concernente taluni aspetti
dell'organizzazione dell'orario di lavoro, nonché sull'articolo 2 della Carta
sociale europea e sul punto 8 della Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori.
Articolo 32
Divieto del
lavoro minorile e protezione dei giovani sul luogo di lavoro
Il lavoro
minorile è vietato. L'età minima per l'ammissione al lavoro non può essere
inferiore all'età in cui termina la scuola dell'obbligo, fatte salve le norme
più favorevoli ai giovani ed eccettuate deroghe limitate.
I giovani
ammessi al lavoro devono beneficiare di condizioni di lavoro appropriate alla
loro età ed essere protetti contro lo sfruttamento economico o contro ogni
lavoro che possa minarne la sicurezza, la salute, lo sviluppo fisico, mentale,
morale o sociale o che possa mettere a rischio la loro istruzione.
Spiegazione
Questo articolo
si basa sulla direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul
lavoro,nonché sull'articolo 7 della Carta sociale europea e sui punti da 20 a
23 della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori.
Articolo 33
Vita familiare e
vita professionale
1. È garantita
la protezione della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale.
2. Al fine di
poter conciliare vita familiare e vita professionale, ogni individuo ha il
diritto di essere tutelato contro il licenziamento per un motivo legato alla
maternità e il diritto a un congedo di maternità retribuito e a un congedo
parentale dopo la nascita o l'adozione di un figlio.
Spiegazione
Il paragrafo 1
di questo articolo si basa sull'articolo 16 della Carta sociale europea.
Il paragrafo 2 è
ispirato alla direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l'attuazione di
misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul
lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento e alla
direttiva 96/34/CE concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE,
dal CEEP e dalla CES. È basato altresì sull'articolo 8 (protezione della
maternità) della Carta sociale europea ed è ispirato all'articolo 27 (diritto
dei lavoratori aventi responsabilità familiari alla parità di opportunità e di
trattamento) della Carta sociale riveduta. Il termine "maternità"
copre il periodo che va dal concepimento
all'allattamento.
Articolo 34
Sicurezza
sociale e assistenza sociale
1. L'Unione
riconosce e rispetta il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza
sociale e ai servizi sociali che assicurano protezione in caso di maternità,
malattia, infortunio sul lavoro, dipendenza o vecchiaia, oltre che in caso di
perdita del posto di lavoro, secondo le modalità stabilite dal diritto
comunitario e le legislazioni e prassi nazionali.
2. Ogni
individuo che risieda o si sposti legalmente all'interno dell'Unione ha diritto
a prestazioni di sicurezza sociale e ai benefici sociali conformemente al
diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.
3. Al fine di
lottare contro l’esclusione sociale e la povertà, l'Unione riconosce e rispetta
il diritto all'assistenza sociale e all'assistenza abitativa volte a garantire
un'esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse
sufficienti, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni
e prassi nazionali.
Spiegazione
Il principio
enunciato nel paragrafo 1 di questo articolo si basa sugli articoli 137 e 140
del trattato CE nonché sull'articolo 12 della Carta sociale europea e sul punto
10 della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori.
Esso deve essere rispettato dall'Unione quando questa si avvale dei poteri ad
essa conferiti dall'articolo 140 del trattato che istituisce la Comunità
europea.
Il riferimento
ai servizi sociali riguarda i casi in cui siffatti servizi sono stati istituiti
per garantire determinate prestazioni, ma non implica in alcun modo che essi
debbano essere creati laddove non esistono. L'espressione "maternità"
deve essere intesa come nell'articolo precedente.
Il paragrafo 2 è
basato sull'articolo 13, paragrafo 4 della Carta sociale europea nonché sul
punto 2 della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori
e rispecchia le norme derivanti dal regolamento 1408/71 e dal regolamento
1612/68.
Il paragrafo 3 è ispirato agli articoli 30
e 31 della Carta sociale riveduta nonché al punto 10 dell Carta comunitaria dei
diritti sociali fondamentali dei lavoratori. Esso deve essere rispettato dall'Unione
nel quadro delle politiche fondate sull'articolo 137, paragrafo 2 del trattato
che istituisce la Comunità europea, in particolare sull'ultimo comma di detto
articolo.
Articolo 35
Protezione della
salute
Ogni individuo
ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche
alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali. Nella
definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attività dell'Unione è
garantito un livello elevato di protezione della salute umana.
Spiegazione
I principi
enunciati in questo articolo si basano sull'articolo 152 del trattato CE,
nonché sull'articolo 11 della Carta sociale europea. La seconda frase
dell’articolo riproduce il paragrafo 1 dell’articolo 152.
Articolo 36
Accesso ai
servizi d'interesse economico generale
Al fine di
promuovere la coesione sociale e territoriale dell'Unione, questa riconosce e
rispetta l'accesso ai servizi d'interesse economico generale quale previsto
dalle legislazioni e prassi nazionali, conformemente al trattato che istituisce
la Comunità europea.
Spiegazione
Questo articolo
rispetta pienamente l'articolo 16 del trattato che istituisce la Comunità
europea e non crea un nuovo diritto. Esso si limita a sancire il principio del
rispetto da parte dell'Unione dell'accesso ai servizi d'interesse economico
generale previsto dalle disposizioni nazionali, a condizione che ciò sia
compatibile con il diritto comunitario.
Articolo 37
Tutela
dell'ambiente
Un livello
elevato di tutela dell'ambiente e il miglioramento della sua qualità devono
essere integrati nelle politiche dell'Unione e garantiti conformemente al
principio dello sviluppo sostenibile.
Spiegazione
Il principio
contenuto in questo articolo si basa sugli articoli 2, 6 e 174 del trattato CE.
Esso si ispira inoltre alle disposizioni di alcune costituzioni nazionali.
Articolo 38
Protezione dei
consumatori
Nelle politiche
dell'Unione è garantito un livello elevato di protezione dei consumatori.
Spiegazione
Il principio
contenuto in questo articolo si basa sull'articolo 153 del trattato CE.
Articolo 39
Diritto di voto
e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo
1. Ogni
cittadino dell'Unione ha il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del
Parlamento europeo nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni
dei cittadini di detto Stato.
2. I membri del
Parlamento europeo sono eletti a suffragio universale diretto, libero e
segreto.
Spiegazione
L'articolo 39 si
applica alle condizioni previste dal trattato, ai sensi dell'articolo 52,
paragrafo 2 della Carta. In effetti, il paragrafo 1 dell'articolo 39
corrisponde al diritto garantito all'articolo 19, paragrafo 2 del trattato CE e
il paragrafo 2 di questo articolo all'articolo 190, paragrafo 1.
Quest'ultimo
paragrafo riprende i principi di base del sistema elettorale in un sistema
democratico.
Articolo 40
Diritto di voto
e di eleggibilità alle elezioni comunali
Ogni cittadino
dell'Unione ha il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali
nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di
detto Stato.
Spiegazione
Questo articolo
corrisponde al diritto garantito all'articolo 19, paragrafo 1 del trattato CE.
Ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 2 esso si applica alle condizioni previste
dal trattato.
Articolo 41
Diritto ad una
buona amministrazione
1. Ogni
individuo ha diritto a che le questioni che lo riguardano siano trattate in
modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni e dagli
organi dell'Unione.
2. Tale diritto
comprende in particolare:
- il diritto di
ogni individuo di essere ascoltato prima che nei suoi confronti venga adottato
un provvedimento individuale che gli rechi pregiudizio;
- il diritto di
ogni individuo di accedere al fascicolo che lo riguarda, nel rispetto dei
legittimi interessi della riservatezza e del segreto professionale;
- l'obbligo per
l'amministrazione di motivare le proprie decisioni.
3. Ogni
individuo ha diritto al risarcimento da parte della Comunità dei danni
cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro
funzioni conformemente ai principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati
membri.
4. Ogni
individuo può rivolgersi alle istituzioni dell'Unione in una delle lingue del
trattato e deve ricevere una risposta nella stessa lingua.
Spiegazione
L'articolo 41, è
basato sull'esistenza di una comunità di diritto, le cui caratteristiche sono
state sviluppate dalla giurisprudenza che ha sancito segnatamente il principio
della buona amministrazione (cfr. tra l'altro, la sentenza della Corte del 31
marzo 1992, causa C-255/90 P, Burban, Racc. 1992, I-2253, e le sentenze del
Tribunale di primo grado del 18 settembre 1995, T- 167/94, Nölle, Racc. 1995,
pag. II-2589; 9 luglio 1999, T-231/97, New Europe Consulting e altri, (Racc. II
- 2403). Le espressioni di questo diritto enunciate nei primi due paragrafi
derivano dalla giurisprudenza (cfr. le sentenze della Corte del 15 ottobre
1987, causa 222/86, Heylens, Racc. 1987, pag. 4097, punto 15; del 18 ottobre
1989, causa 374/87, Orkem, Racc. 1989, pag. 3283; del 21 novembre 1991, causa
C-269/90, TU München, Racc. 1991, pag. I-5469, e le sentenze del Tribunale di
primo grado del 6 dicembre 1994, causa T-450/93, Lisrestal, Racc. 1994, pag.
II- 1177; 18 settembre 1995, causa T-167/94, Nölle, Racc. 1995, pag. II-258) e,
per quanto attiene all'obbligo di motivare, dall'articolo 253 del trattato CE.
Il paragrafo 3
riprende il diritto garantito all'articolo 288 del trattato CE.
Il paragrafo 4
riprende il diritto garantito all'articolo 21, terzo comma del trattato CE. Ai
sensi dell'articolo 52, paragrafo 2, questi diritti si applicano alle
condizioni e nei limiti definiti dai trattati.
Il diritto a un
ricorso effettivo, che costituisce un aspetto importante della questione, è
garantito all'articolo 47 della presente Carta.
Articolo 42
Diritto
d'accesso ai documenti
Qualsiasi
cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o
abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai
documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.
Spiegazione
Il diritto
sancito da questo articolo è quello garantito all'articolo 255 del trattato CE.
Ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 2 esso si applica alle condizioni previste
dal trattato.
Mediatore
Qualsiasi
cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o
abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al
mediatore dell'Unione casi di cattiva amministrazione nell'azione delle
istituzioni o degli organi comunitari, salvo la Corte di giustizia e il
Tribunale di primo grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.
Spiegazione
Il diritto
sancito da questo articolo è quello garantito agli articoli 21 e 195 del
trattato CE. Ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 2 esso si applica alle
condizioni previste dal trattato.
Articolo 44
Diritto di
petizione
Qualsiasi
cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o
abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di presentare una
petizione al Parlamento europeo.
Spiegazione
Il diritto
sancito da questo articolo è quello garantito agli articoli 21 e 194 del
trattato CE. Ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 2 esso si applica alle
condizioni previste dal trattato.
Articolo 45
Libertà di
circolazione e di soggiorno
1. Ogni
cittadino dell'Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente
nel territorio degli Stati membri.
2. La libertà di
circolazione e di soggiorno può essere accordata, conformemente al trattato che
istituisce la Comunità europea, ai cittadini dei paesi terzi che risiedono
legalmente nel territorio di uno Stato membro.
Spiegazione
Il diritto
sancito dal paragrafo 1 è quello garantito all'articolo 18 del trattato CE. Ai
sensi dell'articolo 52, paragrafo 2 esso si applica alle condizioni e nei
limiti previsti dal trattato.
Il paragrafo 2
richiama la competenza attribuita alla Comunità dagli articoli 62, paragrafi 1
e 3 e 63, paragrafo 4 del trattato CE. Ne consegue che la concessione di questo
diritto dipende dall’esercizio di detta competenza da parte delle istituzioni.
Articolo 46
Tutela
diplomatica e consolare
Ogni cittadino
dell'Unione gode, nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di
cui ha la cittadinanza non è rappresentato, della tutela delle autorità
diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei
cittadini di detto Stato.
Spiegazione
Il diritto
sancito da questo articolo è quello garantito dall'articolo 20 del trattato CE.
Conformemente
all'articolo 52, paragrafo 2, esso si applica alle condizioni previste dal
trattato.
CAPO VI.
GIUSTIZIA
Articolo 47
Diritto a un
ricorso effettivo e a un giudice imparziale
Ogni individuo i
cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell'Unione siano stati
violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, nel rispetto
delle condizioni previste nel presente
articolo.
Ogni individuo
ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente e entro un
termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per
legge. Ogni individuo ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e
rappresentare.
A coloro che non
dispongono di mezzi sufficienti è concesso il patrocinio a spese dello Stato qualora
ciò sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia.
Spiegazione
Il primo comma
si basa sull'articolo 13 della CEDU:
"Ogni
persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione
siano stati violati, ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un’istanza
nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che
agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali."
Tuttavia, nel
diritto comunitario, la tutela è più estesa in quanto essa garantisce il
diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice. La Corte di giustizia ha
sancito questo principio nella sentenza del 15 maggio 1986 (Johnston, causa
222/84, Racc. 1986, pag. 1651; cfr. inoltre le sentenze del 15 ottobre 1987,
causa 222/86, Heylens, Racc. 1987, pag. 4097 e del 3 dicembre 1992, causa
C-97/91, Borelli, Racc. 1992, pag. I-6313). Secondo la Corte, questo principio
si applica anche agli Stati membri quando essi applicano il diritto
comunitario. L'inserimento di questa giurisprudenza nella Carta non intende
modificare il sistema di ricorsi previsto dai trattati e, in particolare, dalle
norme in materia di ricevibilità. Questo principio è pertanto attuato secondo i
rimedi procedurali previsti nei trattati. Esso si applica nei confronti delle
istituzioni dell'Unione e degli Stati membri allorché questi attuano il diritto
dell'Unione e ciò vale per tutti i diritti garantiti dal diritto dell’Unione.
Il secondo comma
corrisponde all'articolo 6, paragrafo 1 della CEDU che recita:
“Ogni persona ha
diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine
ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il
quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri
di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi
confronti. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala
d'udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte
del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o della
sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi
dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella
misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze
speciali la pubblicità possa portare pregiudizio agli interessi della
giustizia.”.
Nel diritto
comunitario, il diritto a un giudice non si applica solo a controversie
relative a diritti e obblighi di carattere civile. È una delle conseguenze del
fatto che la Comunità è una comunità di diritto come la Corte ha constatato nella
causa 294/83, Parti ecologiste "Les Verts" contro Parlamento europeo
(sentenza del 23 aprile 1986, Racc. 1986, pag. 1339). Tuttavia, fatta eccezione
per l'ambito di applicazione, le garanzie offerte dalla CEDU si applicano in
modo analogo nell'Unione.
Riguardo al
terzo comma va rilevato che, in base alla giurisprudenza della Corte europea
dei diritti dell'uomo, deve essere accordata un'assistenza legale allorché la
mancanza di tale assistenza renderebbe inefficace la garanzia di ricorso
effettivo (sentenza CDH del 9.10.1979, Airey, Serie A, Volume 32, 11). Esiste
inoltre un sistema di assistenza legale dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
europee.
Articolo 48
Presunzione di
innocenza e diritti della difesa
1. Ogni imputato
è considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente
provata.
2. Il rispetto
dei diritti della difesa è garantito ad ogni imputato.
Spiegazione
L'articolo 48
corrisponde all'articolo 6 paragrafi 2 e 3 della CEDU che recita:
"2. Ogni
persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua
colpevolezza non sia stata legalmente accertata.
3. In
particolare, ogni accusato ha diritto di:
a) essere
informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e
in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo
carico;
b) disporre del
tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa;
c) difendersi
personalmente o avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i
mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un
avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;
d) esaminare o
far esaminare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni
a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;
e) farsi
assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua
usata in udienza.".
Conformemente
all’articolo 52, paragrafo 3, questo diritto ha significato e portata identici
al diritto garantito dalla CEDU.
Articolo 49
Principi della
legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene
1. Nessuno può
essere condannato per un'azione o un'omissione che, al momento in cui è stata commessa,
non costituiva reato secondo il diritto interno o il diritto internazionale.
Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al
momento in cui il reato è stato commesso. Se, successivamente alla commissione
del reato, la legge prevede l'applicazione di una pena più lieve, occorre
applicare quest'ultima.
2. Il presente
articolo non osta al giudizio e alla condanna di una persona colpevole di
un'azione o di un'omissione che, al momento in cui è stata commessa, costituiva
un crimine secondo i principi generali riconosciuti da tutte le nazioni.
3. Le pene
inflitte non devono essere sproporzionate rispetto al reato.
Spiegazione
Questo articolo
riprende il principio classico della irretroattività delle leggi e delle pene
in materia penale. Vi è stato aggiunto il principio della retroattività della
legge penale più mite, esistente in vari Stati membri e che figura
nell'articolo15 del Patto relativo ai diritti civili e politici.
L'articolo 7
della CEDU è redatto come segue:
"1. Nessuno
può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è
stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o
internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella
applicabile al momento in cui il reato è stato commesso.
2. Il presente
articolo non ostacolerà il giudizio e la condanna di una persona colpevole di
una azione o di una omissione che, al momento in cui è stata commessa,
costituiva un crimine secondo i principi generali di diritto riconosciuti dalle
nazioni civili.".
Si è
semplicemente sostituito al paragrafo 2 il termine "civili"; la
sostituzione non implica nessun cambiamento del senso del paragrafo, che
contempla in particolare i crimini contro l'umanità.
Conformemente
all’articolo 52, paragrafo 3, questo diritto ha significato e portata identici
al diritto garantito dalla CEDU.
Il paragrafo 3
riprende il principio generale della proporzionalità dei reati e delle pene
sancito dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e dalla
giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità.
Articolo 50
Diritto di non
essere giudicato o punito due volte per lo stesso reato
Nessuno può
essere perseguito o condannato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato
nell'Unione europea a seguito di una sentenza penale definitiva conformemente
alla legge.
Spiegazione
L'articolo 4 del
protocollo n. 7 della CEDU recita:
"1. Nessuno
può essere perseguito o condannato penalmente dalla giurisdizione dello stesso
Stato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato a seguito di
una sentenza definitiva conformemente alla legge ed alla procedura penale di
tale Stato.
2. Le
disposizioni del paragrafo precedente non impediscono la riapertura del
processo, conformemente alla legge ed alla procedura penale dello Stato
interessato, se fatti sopravvenuti o nuove rivelazioni o un vizio fondamentale
nella procedura antecedente sono in grado di inficiare la sentenza intervenuta.
3. Non è
autorizzata alcuna deroga al presente articolo ai sensi dell'articolo 15 della convenzione.".
Il principio
"ne bis in idem" si applica in diritto comunitario (cfr., in una
vasta giurisprudenza, la sentenza del 5 maggio 1966, Gutmann c/Commissione,
cause 18/65 e 35/65, Racc. 1966, pag. 150 e, per una causa recente, la sentenza
del Tribunale del 20 aprile 1999, cause riunite T-305/94 e altre, Limburgse
Vinyl Maatschappij NV c/Commissione, Racc. II-931). Va precisato che la regola che
vieta il cumulo si riferisce al cumulo di due sanzioni della stessa natura,
nella fattispecie, penali.
Ai sensi
dell'articolo 50, il principio "ne bis in idem" non si applica solo
all'interno della giurisdizione di uno stesso Stato, ma anche tra giurisdizioni
di più Stati membri. Ciò corrisponde all'acquis del diritto dell'Unione; cfr.
gli articoli da 54 a 58 della convenzione di applicazione dell'accordo di
Schengen, l'articolo 7 della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari
delle Comunità europee; l'articolo 10 della convenzione relativa alla lotta
contro la corruzione. Le eccezioni, molto limitate, per le quali dette
convenzioni consentono agli Stati membri di derogare al principio "ne bis
in idem" sono disciplinate dalla clausola orizzontale dell'articolo 52,
paragrafo 1, sulle limitazioni. Per quanto riguarda le situazioni contemplate dall'articolo
4 del protocollo 7, vale a dire l'applicazione del principio all'interno di uno
Stato membro, il diritto garantito ha lo stesso significato e la stessa portata
del corrispondente diritto sancito dalla CEDU.
CAPO VII.
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 51
Ambito di
applicazione
1. Le disposizioni
della presente Carta si applicano alle istituzioni e agli organi dell'Unione
nel rispetto del principio di sussidiarietà come pure agli Stati membri
esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione. Pertanto, i suddetti
soggetti rispettano i diritti, osservano i principi e ne promuovono
l'applicazione secondo le rispettive competenze.
2. La presente
Carta non introduce competenze nuove o compiti nuovi per la Comunità e per l'Unione,
né modifica le competenze e i compiti definiti dai trattati.
Spiegazione
L'articolo 51 è
inteso a determinare il campo di applicazione della Carta. Esso mira a
stabilire chiaramente che la Carta si applica innanzitutto alle istituzioni e
agli organi dell'Unione nel rispetto del principio di sussidiarietà. Questa
disposizione è fedele all'articolo 6, paragrafo 2 del trattato sull'Unione
europea, che impone all'Unione di rispettare i diritti fondamentali, nonché al mandato
impartito dal Consiglio europeo di Colonia. Il termine "istituzioni"
è consacrato dal trattato CE, che enumera le istituzioni nell'articolo 7. Il
termine "organo" è abitualmente utilizzato per designare tutte le
istanze stabilite dai trattati o da atti di diritto derivato (cfr. l'articolo
286, paragrafo 1 del trattato che istituisce la Comunità europea).
Per quanto
riguarda gli Stati membri, la giurisprudenza della Corte sancisce senza
ambiguità che l'obbligo di rispettare i diritti fondamentali definiti
nell’ambito dell’Unione vale per gli Stati membri soltanto quando agiscono nel
quadro del diritto comunitario (sentenza del 13 luglio 1989, Wachauf, causa
5/88, Racc. 1989, pag. 2609; sentenza del 18 giugno 1991, ERT, Racc. 1991, pag.
I-2925). Recentemente la Corte di giustizia ha confermato questa giurisprudenza
nei termini seguenti: "Per giunta, occorre ricordare che le esigenze
inerenti alla tutela dei diritti fondamentali nell'ordinamento giuridico
comunitario vincolano parimenti gli Stati membri quando essi danno esecuzione
alle discipline comunitarie…" (sentenza del 13 aprile 2000, causa
C-292/97, punto 37 della motivazione, non ancora pubblicata). Ovviamente questo
principio, quale sancito nella presente Carta, si applica sia alle autorità
centrali sia alle autorità regionali e locali nonché agli enti pubblici quando
attuano il diritto dell'Unione.
Il paragrafo 2
ribadisce che la Carta non può avere l’effetto di ampliare le competenze e i
compiti assegnati dai trattati alla Comunità e all'Unione. Lo scopo è quello di
citare in modo esplicito quanto deriva logicamente dal principio di
sussidiarietà e dal fatto che l’Unione dispone solo di competenze di
attribuzione. I diritti fondamentali garantiti nell’Unione producono effetti
solo nell’ambito di tali competenze, determinate dal trattato.
Articolo 52
Portata dei
diritti garantiti
1. Eventuali
limitazioni all'esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla
presente Carta devono essere previste dalla legge e rispettare il contenuto
essenziale di detti diritti e libertà. Nel rispetto del principio di
proporzionalità, possono essere apportate limitazioni solo laddove siano necessarie
e rispondano effettivamente a finalità di interesse generale riconosciute dall'Unione
o all'esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui.
2. I diritti
riconosciuti dalla presente Carta che trovano fondamento nei trattati
comunitari o nel trattato sull'Unione europea si esercitano alle condizioni e
nei limiti definiti dai trattati stessi.
3. Laddove la
presente Carta contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla
convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali, il significato e la portata degli stessi sono uguali a quelli conferiti
dalla suddetta convenzione. La presente disposizione non preclude che il
diritto dell'Unione conceda una protezione più estesa.
Spiegazione
L'articolo 52
mira a fissare la portata dei diritti garantiti. Il paragrafo 1 tratta del
sistema delle limitazioni. La formula usata si ispira alla giurisprudenza della
Corte di giustizia: "… secondo una giurisprudenza costante, restrizioni
all'esercizio dei diritti fondamentali possono essere operate, in particolare
nell'ambito di un'organizzazione comune di mercato, purché tali restrizioni
rispondano effettivamente a finalità di interesse generale perseguite dalla
Comunità e non si risolvano, considerato lo scopo perseguito, in un intervento
sproporzionato ed inammissibile che pregiudicherebbe la stessa sostanza di tali
diritti" (sentenza del 13 aprile 2000, causa C-292/97, punto 45 della
motivazione). Il riferimento agli interessi generali riconosciuti dall'Unione comprende
sia gli obiettivi citati nell'articolo 2 sia altri interessi tutelati da
disposizioni specifiche del trattato come l'articolo 30 o 39, paragrafo 3 del
TCE.
Il paragrafo 2
precisa che, laddove un diritto derivi dai trattati, è soggetto alle condizioni
e ai limiti previsti dai trattati stessi. La Carta non modifica il sistema dei
diritti accordati dai trattati.
Il paragrafo 3
intende assicurare la necessaria coerenza tra la Carta e la Convenzione europea
dei diritti dell’uomo affermando il principio che, qualora i diritti della
presente Carta corrispondano ai diritti garantiti anche dalla CEDU, il loro
significato e la loro portata, comprese le limitazioni ammesse, sono identici a
quelli della CEDU. Ne consegue in particolare che il legislatore, nel fissare
le suddette limitazioni, deve rispettare gli standard stabiliti dal regime
particolareggiato delle limitazioni previsto nella CEDU, senza che ciò
pregiudichi l’autonomia del diritto comunitario e della Corte di giustizia
delle Comunità europee. Il riferimento alla CEDU riguarda sia la convenzione
che i relativi protocolli. Il significato e la portata dei diritti garantiti
sono determinati non solo dal testo di questi strumenti, ma anche dalla
giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e dalla Corte di
giustizia delle Comunità europee. L'ultima frase del paragrafo è intesa a
consentire all'Unione di garantire una protezione più ampia.
In appresso è
riportato l’elenco dei diritti che, in questa fase e senza che ciò escluda
l’evoluzione del diritto, della legislazione e dei trattati, possono essere
considerati corrispondenti a quelli della CEDU ai sensi del presente paragrafo.
Non sono riportati i diritti che si aggiungono a quelli della CEDU.
1. Articoli
della Carta che hanno significato e portata identici agli articoli
corrispondenti
della
convenzione europea dei diritti dell’uomo:
- l’articolo
2 corrisponde all’articolo 2 della CEDU
- l’articolo
4 corrisponde all’articolo 3 della CEDU
- l’articolo
5, paragrafi 1 e 2 corrisponde all’articolo 4 della CEDU
- l’articolo
6 corrisponde all’articolo 5 della CEDU
- l’articolo
7 corrisponde all’articolo 8 della CEDU
- l’articolo
10, paragrafo 1 corrisponde all’articolo 9 della CEDU
- l'articolo
11 corrisponde all'articolo 10 della CEDU, fatte salve le restrizioni che il
diritto comunitario può apportare alla facoltà degli Stati membri di instaurare
i regimi di autorizzazione di cui all'articolo 10, paragrafo 1, terza frase
della CEDU
- l’articolo
17 corrisponde all’articolo 1 del protocollo addizionale alla CEDU
- l’articolo
19, paragrafo 1 corrisponde all’articolo 4 del protocollo addizionale n. 4
- l’articolo
19, paragrafo 2 corrisponde all’articolo 3 della CEDU nell’interpretazione
datagli dalla Corte europea dei diritti dell’uomo
- l’articolo
48 corrisponde all’articolo 6, paragrafi 2 e 3 della CEDU
- l’articolo
49, paragrafo 1 (eccettuata l’ultima frase) e paragrafo 2 corrisponde
all’articolo 7 della CEDU.
2. Articoli
della Carta che hanno significato identico agli articoli corrispondenti della convenzione
europea dei diritti dell’uomo ma la cui portata è più ampia:
- l'articolo
9 copre il campo dell'articolo 12 della CEDU, ma il suo campo d'applicazione
può essere esteso ad altre forme di matrimonio eventualmente istituite dalla
legislazione nazionale.
- l’articolo
12, paragrafo 1 corrisponde all’articolo 11 della CEDU, ma il suo campo d'applicazione
è esteso al livello dell’Unione europea
- l’articolo
14, paragrafo 1 corrisponde all’articolo 2 del protocollo addizionale alla
CEDU, ma il suo campo d'applicazione è esteso all’accesso alla formazione
professionale e continua - l’articolo 14, paragrafo 3 corrisponde
all’articolo 2 del protocollo addizionale alla CEDU relativamente ai diritti dei
genitori
- l’articolo
47, paragrafi 2 e 3 corrisponde all’articolo 6, paragrafo 1 della CEDU, ma la limitazione
alle controversie su diritti e obblighi di carattere civile o su accuse in
materia penale non si applica al diritto dell’Unione e alla sua attuazione
- l’articolo
50 corrisponde all’articolo 4 del protocollo n. 7 della CEDU, ma la sua portata
è estesa al livello dell’Unione europea tra le giurisdizioni degli Stati
membri.
- Infine,
nell’ambito di applicazione del diritto comunitario, i cittadini dell’Unione
europea non possono essere considerati stranieri in forza del divieto di
qualsiasi discriminazione basata sulla nazionalità. Pertanto, le limitazioni
previste dall’articolo 16 della CEDU riguardo al diritto degli stranieri non
sono loro applicabili in questo contesto.
Articolo 53
Livello di
protezione
Nessuna
disposizione della presente Carta deve essere interpretata come limitativa o
lesiva dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali riconosciuti, nel
rispettivo ambito di applicazione, dal diritto dell'Unione, dal diritto
internazionale, dalle convenzioni internazionali delle quali l'Unione, la
Comunità o tutti gli Stati membri sono parti contraenti, in particolare la convenzione
europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,
e dalle costituzioni degli Stati membri.
Spiegazione
Questa
disposizione mira a salvaguardare il livello di protezione attualmente offerto,
nei rispettivi campi d’applicazione, dal diritto dell'Unione, dal diritto degli
Stati membri e dal diritto internazionale. Data la sua importanza, viene citata
la CEDU. Il livello di protezione offerto dalla Carta non potrà in alcun caso
essere inferiore a quello garantito dalla CEDU; ne consegue che il sistema di
limitazioni previsto nella Carta non può scendere al di sotto del livello
previsto dalla CEDU.
Articolo 54
Divieto
dell'abuso di diritto
Nessuna
disposizione della presente Carta deve essere interpretata nel senso di
comportare il diritto di esercitare un'attività o compiere un atto che miri
alla distruzione dei diritti o delle libertà riconosciuti nella presente Carta
o di imporre a tali diritti e libertà limitazioni più ampie di quelle previste
dalla presente Carta.
Spiegazione
Questo articolo
ricalca l'articolo 17 della CEDU, che recita:
"Nessuna
disposizione della presente Convenzione può essere interpretata nel senso di
comportare il diritto di uno Stato, un gruppo o un individuo di esercitare
un'attività o compiere un atto che miri alla distruzione dei diritti o delle
libertà riconosciuti nella presente Convenzione o di imporre a tali diritti e
libertà limitazioni più ampie di quelle previste dalla stessa
Convenzione.".
__________________
PROYECTO DE
CARTA DE LOS DERECHOS FUNDAMENTALES DE LA UNIÓN EUROPEA
fundamental.rights@consilium.eu.int
Bruselas, 11 de
octubre de 2000 (12.10)
NOTA DEL
PRAESIDIUM
Asunto: Proyecto
de Carta de los Derechos Fundamentales de la Unión Europea - Texto de las
explicaciones relativas al texto completo de la Carta, en la versión que figura
en el doc.
Las presentes
explicaciones se han elaborado bajo responsabilidad del Praesidium. Carecen de
valor jurídico y tienen simplemente por objeto aclarar las disposiciones de la
Carta.
Los pueblos de
Europa, al crear entre sí una unión cada vez más estrecha, han decidido
compartir un porvenir pacífico basado en valores comunes.
Consciente de su
patrimonio espiritual y moral, la Unión está fundada sobre los valores
indivisibles y universales de la dignidad humana, la libertad, la igualdad y la
solidaridad, y se basa en el principio de la democracia y en el principio del
Estado de Derecho. Al instituir la ciudadanía de la Unión y crear un espacio de
libertad, seguridad y justicia, sitúa a la persona en el centro de su actuación.
La Unión
contribuye a la preservación y al fomento de estos valores comunes dentro del
respeto de la diversidad de culturas y tradiciones de los pueblos de Europa,
así como de la identidad nacional de los Estados miembros y de la organización
de sus poderes públicos en el plano nacional, regional y local; trata de
fomentar un desarrollo equilibrado y sostenible y garantiza la libre
circulación de personas, bienes, servicios y capitales, así como la libertad de
establecimiento.
Para ello es
necesario, dotándolos de mayor viabilidad en una Carta, reforzar la protección
de los derechos fundamentales a tenor de la evolución de la sociedad, del
progreso social y de los avances científicos y tecnológicos.
La presente
Carta reafirma, respetando las competencias y misiones de la Comunidad y de la
Unión, así como el principio de subsidiariedad, los derechos reconocidos
especialmente por las tradiciones constitucionales y las obligaciones
internacionales comunes de los Estados miembros, el Tratado de la Unión Europea
y los Tratados comunitarios, el Convenio Europeo para la Protección de los Derechos
Humanos y de las Libertades Fundamentales, las Cartas Sociales adoptadas por la
Comunidad y por el Consejo de Europa, así como por la jurisprudencia del
Tribunal de Justicia de las Comunidades Europeas y del Tribunal Europeo de
Derechos Humanos.
El disfrute de
tales derechos origina responsabilidades y deberes tanto respecto de los demás
como de la comunidad humana y de las futuras generaciones.
En consecuencia,
la Unión reconoce los derechos, libertades y principios enunciados a continuación.
CAPÍTULO I.
DIGNIDAD
Artículo 1
La dignidad
humana es inviolable. Será respetada y protegida.
Explicación
La dignidad
humana no sólo es en sí un derecho fundamental sino que constituye la base
misma de los derechos fundamentales. La Declaración Universal de Derechos
Humanos de 1948 establece este principio en su Preámbulo: "...Considerando
que la libertad, la justicia y la paz en el mundo tienen por base el
reconocimiento de la dignidad intrínseca y de los derechos iguales e
inalienables de todos los miembros de la familia humana."
Se deduce de
ello, en particular, que ninguno de los derechos consignados en la presente
Carta podrá utilizarse para atentar contra la dignidad de otras personas y que
la dignidad humana forma parte de la esencia de los derechos consignados en la
presente Carta. Por lo tanto, no podrá atentarse contra ella, incluso en el
caso de limitación de un derecho.
Artículo 2
Derecho a la
vida
1. Toda persona
tiene derecho a la vida.
2. Nadie podrá
ser condenado a la pena de muerte ni ejecutado.
Explicación
1. El apartado 1
de este artículo se basa en la primera frase del apartado 1 del artículo 2 del CEDH,
que dice lo siguiente:
"1 . El
derecho de toda persona a la vida está protegido por la ley... "
2. La segunda
frase de esta disposición, que se refiere a la pena de muerte, quedó sin objeto
a raíz de la entrada en vigor del Protocolo nº 6 del CEDH, cuyo artículo 1 dice
lo siguiente:
"Queda
abolida la pena de muerte. Nadie podrá ser condenado a tal pena ni ejecutado.”
Esta disposición
constituye la base del apartado 2 del artículo 2 de la Carta.
3. Las
disposiciones del artículo 2 de la Carta corresponden a las de los artículos
mencionados anteriormente del CEDH y del Protocolo Adicional. Tienen el mismo
sentido y el mismo alcance, de acuerdo con el apartado 3 del artículo 52 de la
Carta. Así, debe considerarse que las definiciones “negativas” que figuran en
el CEDH también figuran en la Carta:
a) Apartado 2
del artículo 2 del CEDH:
"La muerte
no se considerará infligida con infracción del presente artículo cuando se produzca
como consecuencia de un recurso a la fuerza que sea absolutamente necesario:
a) En defensa de
una persona contra una agresión ilegítima.
b) Para detener
a una persona conforme a derecho o para impedir la evasión de un preso o
detenido legalmente.
c) Para
reprimir, de acuerdo con la Ley, una revuelta o insurrección.”
b) Artículo 2
del Protocolo nº 6 del CEDH:
"Un Estado
podrá prever en su legislación la pena de muerte por actos cometidos en tiempo
de guerra o de peligro inminente de guerra; dicha pena solamente se aplicará en
los casos previstos por dicha legislación y con arreglo a lo dispuesto en la
misma..."
Derecho a la
integridad de la persona
1. Toda persona
tiene derecho a su integridad física y psíquica.
2. En el marco
de la medicina y la biología se respetarán en particular:
- el
consentimiento libre e informado de la persona de que se trate, de acuerdo con
las modalidades establecidas en la ley,
- la prohibición
de las prácticas eugenésicas, y en particular las que tienen por finalidad la selección
de las personas,
- la prohibición
de que el cuerpo humano o partes del mismo en cuanto tales se conviertan en objeto
de lucro,
- la prohibición
de la clonación reproductora de seres humanos.
Explicación
1. Los
principios que contiene el artículo 3 de la Carta figuran ya en el Convenio
relativo a los derechos humanos y la biomedicina, adoptado en el marco del
Consejo de Europa (STE 164 y Protocolo Adicional STE 168). La presente Carta no
pretende apartarse de dichos principios y, en consecuencia, prohibe únicamente
la clonación reproductiva. Ni autoriza ni prohibe las demás formas de
clonación. Por lo tanto, no impide al legislador prohibir otras formas de clonación.
2. La referencia
a las prácticas eugenésicas, en particular a las destinadas a la selección de
las personas, se refiere a aquellos casos en que se hubieran organizado y
aplicado programas de selección, que incluyesen, por ejemplo, campañas de
esterilización, embarazos forzados, matrimonios obligatorios según criterios
étnicos….actos todos ellos que se consideran crímenes internacionales con
arreglo al Estatuto de la Corte Penal Internacional adoptado en Roma el 17 de
julio de 1998 (véase letra g) del apartado 1 del artículo 7).
Artículo 4
Prohibición de
la tortura y de las penas o los tratos inhumanos o degradantes
Nadie podrá ser
sometido a tortura ni a penas o tratos inhumanos o degradantes.
Explicación
El derecho
enunciado en el artículo 4 corresponde al garantizado en el artículo 3 del
CEDH, de idéntico tenor: “Nadie podrá ser sometido a tortura ni a penas o
tratos inhumanos o degradantes”.
En virtud del
apartado 3 del artículo 52 de la Carta, tiene pues el mismo sentido y alcance
que este último artículo.
Artículo 5
Prohibición de
la esclavitud y del trabajo forzado
1. Nadie podrá
ser sometido a esclavitud o servidumbre.
2. Nadie podrá
ser constreñido a realizar un trabajo forzado u obligatorio.
3. Se prohibe la
trata de seres humanos.
Explicación
1. El derecho
consignado en los apartados 1 y 2 del artículo 5 corresponde a los apartados 1 y
2 del artículo 4 del CEDH, de análogo tenor. Tiene por lo tanto el mismo
sentido y alcance que este último artículo, con arreglo al apartado 3 del
artículo 52 de la Carta. Como consecuencia de ello,
- el derecho
previsto en el apartado 1 no puede estar sometido de forma legítima a ningún
tipo de restricción;
- las
nociones de “trabajo forzado u obligatorio” del apartado 2 deben entenderse teniendo
en cuenta las definiciones “negativas” que contiene el apartado 3 del artículo
4 del CEDH:
"No se
considera como «trabajo forzado u obligatorio» en el sentido del presente artículo:
a) Todo trabajo
exigido normalmente a una persona privada de libertad en las condiciones
previstas por el artículo 5 del presente Convenio, o durante su libertad
condicional.
b) Todo servicio
de carácter militar o, en el caso de objetores de conciencia en los países en
que la objeción de conciencia sea reconocida como legítima, cualquier otro
servicio sustitutivo del servicio militar obligatorio.
c) Todo servicio
exigido cuando alguna emergencia o calamidad amenacen la vida o el bienestar de
la comunidad.
d) Todo trabajo
o servicio que forme parte de las obligaciones cívicas normales."
2. El apartado 3
se deriva directamente del principio de dignidad humana y tiene en cuenta las recientes
tendencias en el ámbito de la delincuencia organizada tales como la organización
de redes lucrativas de inmigración clandestina o de explotación sexual. En el
anexo del Convenio Europol figura la definición siguiente referida a la trata
de seres humanos con fines de explotación sexual: “Trata de seres humanos: El
acto de someter a una persona al poder real e ilegal de otras personas mediante
la violencia o mediante amenazas o abusando de una relación de autoridad o
mediante engaño, en particular con objeto de entregarse a la explotación de la
prostitución ajena, a formas de explotación y de violencias sexuales respecto
de menores de edad o al comercio ligado al abandono de niños.” En el capítulo
VI del Convenio de aplicación del Acuerdo de Schengen, integrado en el acervo
comunitario, en el que participa el Reino Unido y en el que Irlanda ha
solicitado participar, figura en el apartado 1 del artículo 27 la formulación
siguiente referida a las redes de inmigración ilegal: “Las Partes
contratantes se comprometen a establecer sanciones adecuadas contra cualquier
persona que, con fines lucrativos, ayude o intente ayudar a un extranjero a
entrar o a permanecer en el territorio de una Parte contratante quebrantando la
legislación de dicha Parte contratante sobre entrada y estancia de
extranjeros.”
CAPÍTULO II. LIBERTADES
Artículo 6
Derecho a la
libertad y a la seguridad
Toda persona
tiene derecho a la libertad y a la seguridad.
Explicación
Los derechos
establecidos en el artículo 6 corresponden a los garantizados en el artículo 5
del CEDH, y tienen, con arreglo al apartado 3 del artículo 52 de la Carta, el
mismo sentido y alcance.
Como
consecuencia de ello, las limitaciones que puedan legítimamente establecerse no
podrán sobrepasar las permitidas por el CEDH en la propia redacción del
artículo 5:
"1. Toda
persona tiene derecho a la libertad y a la seguridad. Nadie puede ser privado
de su libertad, salvo en los casos siguientes y con arreglo al procedimiento
establecido por la Ley:
a) Si ha sido
penado legalmente en virtud de una sentencia dictada por un tribunal competente.
b) Si ha sido
detenido preventivamente o internado, conforme a derecho, por desobediencia a
una orden judicial o para asegurar el cumplimiento de una obligación establecida
por la ley.
c) Si ha sido
detenido preventivamente o internado, conforme a derecho, para hacerle comparecer
ante la autoridad judicial competente, cuando existan indicios racionales de
que ha cometido una infracción o cuando se estime necesario para impedirle que cometa
una infracción o que huya después de haberla cometido.
d) Si se trata
del internamiento de un menor en virtud de una orden legalmente acordada con el
fin de vigilar su educación o de su detención, conforme a derecho, con el fin
de hacerle comparecer ante la autoridad competente.
e) Si se trata
del internamiento, conforme a derecho, de una persona susceptible de propagar
una enfermedad contagiosa, de un enajenado, de un alcohólico, de un toxicómano
o de un vagabundo.
f) Si se trata
de la detención preventiva o del internamiento, conforme a derecho, de una persona
para impedir que entre ilegalmente en el territorio o contra la que esté en curso
un procedimiento de expulsión o extradición.
2. Toda persona
detenida preventivamente debe ser informada, en el más breve plazo y en una lengua
que comprenda, de los motivos de su detención y de cualquier acusación
formulada contra ella.
3. Toda persona
detenida preventivamente o internada en las condiciones previstas en el apartado
1, c), del presente artículo deberá ser conducida sin dilación a presencia de
un juez o de otra autoridad habilitada por la Ley para ejercer poderes
judiciales, y tendrá derecho a ser juzgada en un plazo razonable o a ser puesta
en libertad durante el procedimiento. La puesta en libertad puede ser
condicionada a una garantía que asegure la comparecencia del interesado en
juicio.
4. Toda persona
privada de su libertad mediante detención preventiva o internamiento tendrá derecho
a presentar un recurso ante un órgano judicial, a fin de que se pronuncie en
breve plazo sobre la legalidad de su privación de libertad y ordene su puesta
en libertad si fuera ilegal.
5. Toda persona
víctima de una detención preventiva o de un internamiento en condiciones contrarias
a las disposiciones de este artículo tendrá derecho a una reparación."
Dado que la
Carta debe aplicarse en el marco de la Unión, los derechos enunciados en el artículo
6 deberán respetarse especialmente cuando la Unión, con arreglo al Título VI
del Tratado de la Unión Europea, adopte decisiones marco para la definición de
disposiciones comunes mínimas en lo relativo a la calificación de las
infracciones y de las penas.
Artículo 7
Respeto de la
vida privada y familiar
Toda persona
tiene derecho al respeto de su vida privada y familiar, de su domicilio y de
sus comunicaciones.
Explicación
Los derechos
garantizados en el artículo 7 corresponden a los que garantiza el artículo 8
del CEDH. A fin de tener en cuenta la evolución técnica, se ha sustituido la
palabra correspondencia por la de "comunicaciones".
De conformidad
con lo dispuesto en el apartado 3 del artículo 52, este derecho tiene el mismo sentido
y alcance que el artículo correspondiente del CEDH. Como consecuencia de ello,
las limitaciones de que puede ser objeto legítimamente son las mismas que las
toleradas en el marco del referido artículo 8:
"1. Toda
persona tiene derecho al respeto de su vida privada y familiar, de su domicilio
y de su correspondencia.
2. No podrá
haber injerencia de la autoridad pública en el ejercicio de este derecho, sino
en tanto en cuanto esta injerencia esté prevista por la ley y constituya una
medida que, en una sociedad democrática, sea necesaria para la seguridad
nacional, la seguridad pública, el bienestar económico del país, la defensa del
orden y la prevención del delito, la protección de la salud o de la moral, o la
protección de los derechos y las libertades de los demás."
Artículo 8
1. Toda persona
tiene derecho a la protección de los datos de carácter personal que la conciernan.
2. Estos datos
se tratarán de modo leal, para fines concretos y sobre la base del
consentimiento de la persona afectada o en virtud de otro fundamento legítimo
previsto por la ley. Toda persona tiene derecho a acceder a los datos recogidos
que la conciernan y a su rectificación.
3. El respeto de
estas normas quedará sujeto al control de una autoridad independiente.
Explicación
Este artículo se
basa en el artículo 286 del Tratado constitutivo de la Comunidad Europea y en
la Directiva 95/46/CE del Parlamento Europeo y del Consejo relativa a la
protección de las personas físicas en lo que respecta al tratamiento de datos
personales y a la libre circulación de estos datos (DO n° L 281 de 23.11.95),
así como en el artículo 8 del CEDH y en el Convenio del Consejo de Europa para
la protección de las personas con respecto al tratamiento automatizado de datos
de carácter personal, de 28 de enero de 1981, ratificado por todos los Estados
miembros. El derecho a la protección de los datos de carácter personal se
ejerce en las condiciones establecidas por la Directiva antes mencionada y
puede limitarse en las condiciones establecidas por el artículo 52 de la Carta.
Artículo 9
Derecho a
contraer matrimonio y derecho a fundar una familia
Se garantizan el
derecho a contraer matrimonio y el derecho a fundar una familia según las leyes
nacionales que regulen su ejercicio.
Este artículo
está basado en el artículo 12 del CEDH, a cuyo tenor: "A partir de la edad
núbil, el hombre y la mujer tienen derecho a casarse y a fundar una familia
según las leyes nacionales que rijan el ejercicio de este derecho." La
redacción de este derecho se ha modernizado para abarcar los casos en los que
las legislaciones nacionales reconocen vías distintas a la del matrimonio para fundar
una familia. Este artículo ni prohibe ni impone el que se conceda estatuto
matrimonial a la unión de personas del mismo sexo. Este derecho es por lo tanto
similar al previsto por el CEDH, pero su alcance puede ser más amplio cuando la
legislación nacional así lo establezca.
Artículo 10
Libertad de
pensamiento, de conciencia y de religión
1. Toda persona
tiene derecho a la libertad de pensamiento, de conciencia y de religión. Este derecho
implica la libertad de cambiar de religión o de convicciones, así como la
libertad de manifestar su religión o sus convicciones individual o
colectivamente, en público o en privado, a través del culto, la enseñanza, las
prácticas y la observancia de los ritos.
2. Se reconoce
el derecho a la objeción de conciencia de acuerdo con las leyes nacionales que regulen
su ejercicio.
Explicación
El derecho
garantizado en el apartado 1 corresponde al derecho garantizado en el artículo
9 del CEDH y, de conformidad con lo dispuesto en el apartado 3 del artículo 52,
tiene el mismo sentido y alcance. Por lo tanto, las limitaciones deben respetar
el apartado 2 de dicho artículo 9, a cuyo tenor:
"La
libertad de manifestar su religión o sus convicciones no puede ser objeto de
más restricciones que las que, previstas por la ley, constituyen medidas
necesarias, en una sociedad democrática, para la seguridad pública, la
protección del orden, de la salud o de la moral públicas, o la protección de
los derechos o las libertades de los demás."
El derecho
garantizado en el apartado 2 corresponde a las tradiciones constitucionales
nacionales y a la evolución de las legislaciones nacionales en esta materia.
Artículo 11
Libertad de
expresión y de información
1. Toda persona
tiene derecho a la libertad de expresión. Este derecho comprende la libertad de
opinión y la libertad de recibir o de comunicar informaciones o ideas sin que
pueda haber injerencia de autoridades públicas y sin consideración de
fronteras.
2. Se respetan
la libertad de los medios de comunicación y su pluralismo.
Explicación
1. El artículo
11 corresponde al artículo 10 del CEDH, que dice lo siguiente:
"1. Toda
persona tiene derecho a la libertad de expresión. Este derecho comprende la libertad
de opinión y la libertad de recibir o de comunicar informaciones o ideas sin que
pueda haber injerencia de autoridades públicas y sin consideración de
fronteras. El presente artículo no impide que los Estados sometan las empresas
de radiodifusión, de cinematografía o de televisión a un régimen de
autorización previa.
2. El ejercicio
de estas libertades, que entrañan deberes y responsabilidades, podrá ser sometido
a ciertas formalidades, condiciones, restricciones o sanciones previstas por la
ley, que constituyan medidas necesarias, en una sociedad democrática, para la seguridad
nacional, la integridad territorial o la seguridad pública, la defensa del orden
y la prevención del delito, la protección de la salud o de la moral, la
protección de la reputación o de los derechos ajenos, para impedir la divulgación
de informaciones confidenciales o para garantizar la autoridad y la
imparcialidad del poder judicial."
En virtud del
apartado 3 del artículo 52, este derecho tiene el mismo sentido y alcance que
el garantizado por el CEDH y las limitaciones de que puede ser objeto este
derecho no pueden por lo tanto sobrepasar las establecidas en el apartado 2 de
su artículo 10, sin perjuicio de las restricciones que puede imponer el derecho
comunitario de la competencia a la potestad de los Estados miembros de
establecer los regímenes de autorización mencionados en la tercera frase del
apartado 1 del artículo 10 del CEDH.
2. El apartado 2
del presente artículo precisa las consecuencias del apartado 1 con respecto a la
libertad de los medios de comunicación. Se basa en particular en la
jurisprudencia del Tribunal de Justicia relativa a la televisión, en particular
en el asunto C-288/89 (sentencia de 25 de julio de 1991, Stichting Collectieve
Antennevoorziening Gouda y otros, Rec. 1991, p. I-4007) y en el Protocolo sobre
el sistema de radiodifusión pública de los Estados miembros, anejo al Tratado
CE, así como en la Directiva 89/552/CE del Consejo (véase en particular su
considerando nº 17).
Artículo 12
Libertad de reunión
y de asociación
1. Toda persona
tiene derecho a la libertad de reunión pacífica y a la libertad de asociación
en todos los niveles, especialmente en los ámbitos político, sindical y cívico,
lo que implica el derecho de toda persona a fundar con otras sindicatos y a
afiliarse a los mismos para la defensa de sus intereses.
2. Los partidos
políticos a escala de la Unión contribuyen a expresar la voluntad política de
los ciudadanos de la Unión.
Explicación
1. Las
disposiciones del apartado 1 de este artículo corresponden a lo dispuesto en el
artículo 11 del CEDH, que dice lo siguiente:
“1. Toda persona
tiene derecho a la libertad de reunión pacífica y a la libertad de asociación,
incluido el derecho de fundar, con otras, sindicatos y de afiliarse a los mismos
para la defensa de sus intereses.
2. El ejercicio
de estos derechos no podrá ser objeto de otras restricciones que aquellas que,
previstas por la ley, constituyan medidas necesarias, en una sociedad
democrática, para la seguridad nacional, la seguridad pública, la defensa del
orden y la prevención del delito, la protección de la salud o de la moral, o la
protección de los derechos y libertades ajenos. El presente artículo no prohibe
que se impongan restricciones legítimas al ejercicio de estos derechos por los
miembros de las fuerzas armadas, de la policía o de la Administración del
Estado.”
Las
disposiciones del apartado 1 del presente artículo 12 tienen el mismo sentido y
alcance que las del CEDH, pero su ámbito de aplicación es más amplio dado que
pueden aplicarse a todos los niveles, incluido el europeo. Conforme al apartado
3 del artículo 52 de la Carta, las limitaciones a este derecho no pueden
sobrepasar las que el apartado 2 del artículo 11 del CEDH considera que pueden
ser legítimas.
2. Este derecho
se basa también en el artículo 11 de la Carta comunitaria de derechos sociales fundamentales
de los trabajadores.
3. El apartado 2
del presente artículo corresponde al artículo 191 del Tratado constitutivo de
la Comunidad Europea.
Artículo 13
Libertad de las
artes y de las ciencias
Las artes y la
investigación científica son libres. Se respeta la libertad de cátedra.
Explicación
Este derecho se
infiere en primer lugar de las libertades de pensamiento y expresión. Se
ejercita en el respeto del artículo 1 y puede estar sometido a las limitaciones
autorizadas por el artículo 10 del CEDH.
Artículo 14
Derecho a la
educación
1. Toda persona
tiene derecho a la educación y al acceso a la formación profesional y permanente.
2. Este derecho
incluye la facultad de recibir gratuitamente la enseñanza obligatoria.
3. Se respetan,
de acuerdo con las leyes nacionales que regulen su ejercicio, la libertad de creación
de centros docentes dentro del respeto a los principios democráticos, así como
el derecho de los padres a garantizar la educación y la enseñanza de sus hijos
conforme a sus convicciones religiosas, filosóficas y pedagógicas.
Explicación
1. Este artículo
se inspira tanto en las tradiciones constitucionales comunes a los Estados miembros
como en el artículo 2 del Protocolo Adicional al CEDH, que dice lo siguiente:
"A nadie se
le puede negar el derecho a la instrucción. El Estado, en el ejercicio de las funciones
que asuma en el campo de la educación y de la enseñanza, respetará el derecho
de los padres a asegurar esta educación y esta enseñanza conforme a sus convicciones
religiosas y filosóficas."
Se ha
considerado conveniente ampliar este derecho a la formación profesional y
continua (véase punto 15 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales
Fundamentales de losTrabajadores y artículo 10 de la Carta Social) así como
añadir el principio de gratuidad de la enseñanza obligatoria. Tal y como está
formulado, este último principio únicamente implica que, para la enseñanza
obligatoria, todos los niños tengan la posibilidad de acceder a un centro que
practique la gratuidad. No impone que todos los centros, y en particular los privados,
que dispensen dicha enseñanza sean gratuitos. Tampoco prohibe que determinadas formas
específicas de enseñanza puedan ser de pago, si el Estado adopta las medidas necesarias
destinadas a conceder una compensación financiera. En la medida en que la Carta
se aplica a la Unión, esto significa que, en el marco de sus políticas de
formación, la Unión debe respetar la gratuidad de la enseñanza obligatoria,
pero no sin que, naturalmente, ello cree nuevas competencias. Por lo que se refiere
al derecho de los padres, deberá interpretarse en relación con las
disposiciones del artículo 24.
2. La libertad
de creación de centros docentes públicos o privados se garantiza como uno de
los aspectos de la libertad de empresa, pero se halla limitada por el respeto
de los principios democráticos y se ejerce con arreglo a las modalidades
definidas por las legislaciones nacionales.
Artículo 15
Libertad
profesional y derecho a trabajar
1. Toda persona
tiene derecho a trabajar y a ejercer una profesión libremente elegida o
aceptada.
2. Todo
ciudadano de la Unión tiene la libertad de buscar un empleo, de trabajar, de
establecerse o de prestar servicios en cualquier Estado miembro.
3. Los
nacionales de terceros países que estén autorizados a trabajar en el territorio
de los Estados miembros tienen derecho a unas condiciones laborales
equivalentes a aquellas que disfrutan los ciudadanos de la Unión.
Explicación
La libertad
profesional, consagrada en el primer apartado del artículo 15, se halla
reconocida en la jurisprudencia del Tribunal de Justicia (véanse, entre otras,
las sentencias de 14 de mayo de 1974, asunto 4/73, Nold, Rec. 1974, p. 491,
apartados 12 a 14; de 13 de diciembre de 1979, asunto 44/79, Hauer, Rec. 1979,
p. 3727; de 8 de octubre de 1986, asunto 234/85, Keller, Rec. 1986, p. 2897,
apartado 8). El presente apartado se inspira asimismo en el apartado 2 del
artículo 1 de la Carta Social Europea, firmada el 18 de octubre de 1961 y
ratificada por todos los Estados miembros, así como en el apartado 4 de la
Carta Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de los Trabajadores de
9 de diciembre de 1989. La expresión “condiciones laborales” se entenderá en el
sentido del artículo 140 del Tratado CE.
El segundo
apartado incorpora las tres libertades garantizadas por los artículos 39, 43 y
49 y ss. del Tratado CE, es decir: la libre circulación de los trabajadores, la
libertad de establecimiento y la libre prestación de servicios.
El tercer
apartado está basado en el cuarto guión del apartado 3 del artículo 137 del
Tratado CE, así como en el punto 4 del artículo 19 de la Carta Social Europea,
firmada el 18 de octubre de 1961 y ratificada por todos los Estados miembros. Es
por lo tanto aplicable el apartado 2 del artículo 52 de la Carta. La cuestión
de la contratación de marinos con nacionalidad de terceros Estados en las
tripulaciones de buques con pabellón de un Estado miembro de la Unión quedará regulada
por el derecho comunitario y los ordenamientos y prácticas nacionales.
Artículo 16
Libertad de
empresa
Se reconoce la
libertad de empresa de conformidad con el Derecho comunitario y con las legislaciones
y prácticas nacionales.
Explicación
Este artículo se
basa en la jurisprudencia del Tribunal de Justicia por la que se ha reconocido
la libertad de ejercer una actividad económica o mercantil (véanse las
sentencias de 14 de mayo de 1974, asunto 4/73, Nold, Rec. 1974, p. 491,
apartado 14; y de 27 de septiembre de 1979,asunto 230-78, SPA Eridania y otros,
Rec. 1979, p. 2749, apartados 20 y 31) y la libertad contractual (véanse, entre
otras, las sentencias "Sukkerfabriken Nykoebing", asunto 151/78, Rec.
1979, p. 1, apartado 19; y la de 5 de octubre de 1999, España c. Comisión,
C-240/97 (todavía sin publicar), apartado 99), así como en los apartados 1 y 2
del artículo 4 TCE, que reconoce la
libre
competencia. Este derecho se ejercerá, naturalmente, dentro del respeto del
Derecho comunitario y de las legislaciones nacionales. Podrá someterse a las
limitaciones previstas en el apartado 1 del artículo 52 de la Carta.
Artículo 17
Derecho a la
propiedad
1. Toda persona
tiene derecho a disfrutar de la propiedad de sus bienes adquiridos legalmente,
a usarlos, a disponer de ellos y a legarlos. Nadie puede ser privado de su
propiedad más que por causa de utilidad pública, en los casos y condiciones
previstos en la ley y a cambio, en un tiempo razonable, de una justa indemnización
por su pérdida. El uso de los bienes podrá regularse por ley en la medida que
resulte necesario para el interés general.
2. Se protege la
propiedad intelectual.
Explicación
Este artículo
corresponde al artículo 1 del Protocolo Adicional al CEDH, que dice lo
siguiente:
“Toda persona
física o moral tiene derecho al respeto de sus bienes. Nadie podrá ser privado
de su propiedad más que por causa de utilidad pública y en las condiciones
previstas por la ley y los principios generales del Derecho Internacional.
Las
disposiciones precedentes se entienden sin perjuicio del derecho que poseen los
Estados de poner en vigor las leyes que juzguen necesarias para la
reglamentación del uso de los bienes de acuerdo con el interés general o para
garantizar el pago de los impuestos u otras contribuciones o de las multas.”
Se trata de un
derecho fundamental común a todas las constituciones nacionales. Ha quedado consagrado
en numerosas ocasiones en la jurisprudencia del Tribunal de Justicia y, por vez
primera, en la sentencia Hauer (de 13 de diciembre de 1979, Rec. 1979, p.
3727). La redacción se ha modernizado, si bien conforme al apartado 3 del
artículo 52, este derecho tiene el mismo sentido y alcance que el garantizado
en el CEDH, no pudiendo sobrepasarse las limitaciones previstas en este último.
Se hace una
referencia explícita en el segundo apartado a la protección de la propiedad
intelectual, que es uno de los aspectos del derecho de propiedad, debido a su
creciente importancia y al derecho comunitario derivado. La propiedad
intelectual abarca además de la propiedad literaria, el derecho de patentes y
marcas y los derechos conexos. Las garantías establecidas en el apartado 1 se
aplican por analogía a la propiedad intelectual.
Artículo 18
Derecho de asilo
Se garantiza el
derecho de asilo dentro del respeto de las normas de la Convención de Ginebra de
28 de julio de 1951 y del Protocolo de 31 de enero de 1967 sobre el Estatuto de
los Refugiados y de conformidad con el Tratado constitutivo de la Comunidad
Europea.
Explicación
El texto de este
artículo se basa en el artículo 63 del Tratado CE, que impone a la Unión el
respeto de la Convención de Ginebra sobre los refugiados. Conviene hacer una
referencia a las disposiciones de los protocolos relativos al Reino Unido y a
Irlanda anejos al Tratado de Amsterdam así como a Dinamarca para determinar en
qué medida estos Estados miembros aplican el Derecho comunitario en la materia
y en qué medida este artículo les es aplicable. Este artículo respeta el
Protocolo sobre el asilo anejo al Tratado CE.
Artículo 19
Protección en caso
de devolución, expulsión y extradición
1. Se prohiben
las expulsiones colectivas.
2. Nadie podrá
ser devuelto, expulsado o extraditado a un Estado en el que corra un grave
riesgo de ser sometido a la pena de muerte, a tortura o a otras penas o tratos
inhumanos o degradantes.
Explicación
El apartado 1 de
este artículo tiene el mismo significado y alcance que el artículo 4 del
Protocolo Adicional nº 4 al CEDH, en lo referente a las expulsiones colectivas.
Su objetivo es garantizar que cada decisión se base en un examen concreto y que
no se pueda decidir mediante una sola medida la expulsión de todas las personas
que tengan la nacionalidad de un Estado determinado (véase también el artículo
13 del Pacto de Derechos Civiles y Políticos).
El apartado 2
incorpora la jurisprudencia del Tribunal Europeo de Derechos Humanos relativa
al artículo 3 del CEDH (véase la sentencia de 17 de diciembre de 1996, Ahmed c.
Austria, Rec. 1996, VI.2206, y la sentencia “Soering” de 7 de julio de 1989).
CAPÍTULO III. IGUALDAD
Artículo 20
Igualdad ante la
ley
Todas las
personas son iguales ante la ley.
Explicación
Este artículo
corresponde al principio que figura inscrito en todas las constituciones
europeas y que el Tribunal de Justicia consideró un principio fundamental del
Derecho comunitario (sentencia de 13 de noviembre de 1984, Racke, asunto
283/83, Rec. 1984, p. 3791; sentencia de 17 de abril de 1997, C-15/95, EARL,
Rec. 1997, p. I-1961, y sentencia de 13 de abril de 2000, C-292/97, Karlsson,
todavía sin publicar).
Artículo 21
No
discriminación
1. Se prohibe
toda discriminación, y en particular la ejercida por razón de sexo, raza,
color, orígenes étnicos o sociales, características genéticas, lengua, religión
o convicciones, opiniones políticas o de cualquier otro tipo, pertenencia a una
minoría nacional, patrimonio, nacimiento, discapacidad, edad u orientación
sexual.
2. Se prohibe
toda discriminación por razón de nacionalidad en el ámbito de aplicación del Tratado
constitutivo de la Comunidad Europea y del Tratado de la Unión Europea y sin
perjuicio de las disposiciones particulares de dichos Tratados.
Explicación
El primer
apartado se inspira en el artículo 13 del Tratado CE, en el artículo 14 del
CEDH y en el artículo 11 del Convenio relativo a los derechos humanos y la
biomedicina, referente al patrimonio genético. En la medida en que coincide con
el artículo 14 del CEDH, se aplica de acuerdo con éste.
El apartado 2
corresponde al artículo 12 del Tratado CE y debe aplicarse de acuerdo con este último.
Artículo 22
Diversidad
cultural, religiosa y lingüística
La Unión respeta
la diversidad cultural, religiosa y lingüística.
Explicación
Este artículo se
basa en el artículo 6 del Tratado de la Unión Europea y en los apartados 1 y 4
del artículo 151 del tratado CE relativos a la cultura. Se inspira asimismo en
la declaración nº 11 del Acta final del Tratado de Amsterdam sobre el estatuto
de las Iglesias y de las organizaciones no confesionales.
Artículo 23
Igualdad entre
hombres y mujeres
La igualdad
entre hombres y mujeres será garantizada en todos los ámbitos, inclusive en
materia de empleo, trabajo y retribución.
El principio de
igualdad no impide el mantenimiento o la adopción de medidas que ofrezcan ventajas
concretas en favor del sexo menos representado.
Explicación
El párrafo 1 de
este artículo se basa en el artículo 2 y en el apartado 2 del artículo 3 del
Tratado CE que imponen como objetivo a la Comunidad promover la igualdad entre
el hombre y la mujer y en el apartado 3 del artículo 141 del Tratado CE, y se
inspira en el artículo 20 de la Carta Social Europea revisada, de 3 de mayo de
1996, y en el punto 16 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales
Fundamentales de los Trabajadores.
Se basa asimismo
en el apartado 3 del artículo 141 del Tratado CE y en el apartado 4 del artículo
2 de la Directiva 76/207/CEE del Consejo relativa a la aplicación del principio
de igualdad de trato entre hombres y mujeres en lo que se refiere al acceso al
empleo, a la formación y a la promoción profesionales, y a las condiciones de
trabajo.
El apartado 2
recoge en una fórmula más breve el apartado 4 del artículo 141 del Tratado CE conforme
al cual el principio de igualdad de trato no impide el mantenimiento o la adopción
de medidas que ofrezcan ventajas concretas destinadas a facilitar al sexo menos
representado el ejercicio de una actividad profesional o a evitar o compensar
desventajas en sus carreras profesionales. De conformidad con el apartado 2 del
artículo 51, el presente apartado no modifica el apartado 4 del artículo 141
CE.
Artículo 24
Derechos del menor
1. Los menores
tienen derecho a la protección y a los cuidados necesarios para su bienestar.
Podrán expresar
su opinión libremente. Ésta será tenida en cuenta en relación con los asuntos
que les afecten, en función de su edad y de su madurez.
2. En todos los
actos relativos a los menores llevados a cabo por autoridades públicas o instituciones
privadas, el interés superior del menor constituirá una consideración
primordial.
3. Todo menor
tiene derecho a mantener de forma periódica relaciones personales y contactos directos
con su padre y con su madre, salvo si son contrarios a sus intereses.
Explicación
Este artículo
está basado en la Convención de Nueva York sobre los Derechos del Niño, firmada
el 20 de noviembre de 1989 y ratificada por todos los Estados miembros, y, en
particular, en sus artículos 3, 9, 12 y 13.
Artículo 25
Derechos de las
personas mayores
La Unión
reconoce y respeta el derecho de las personas mayores a llevar una vida digna e
independiente y a participar en la vida social y cultural.
Explicación
Este artículo se
inspira en el artículo 23 de la Carta Social Europea revisada y en los artículos
24 y 25 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de los
Trabajadores. La participación en la vida social y cultural incluye por
supuesto la participación en la vida política.
Artículo 26
Integración de
las personas discapacitadas
La Unión
reconoce y respeta el derecho de las personas discapacitadas a beneficiarse de
medidas que garanticen su autonomía, su integración social y profesional y su
participación en la vida de la comunidad.
Explicación
El principio
incluido en este artículo se basa en el artículo 15 de la Carta Social Europea
y se inspira igualmente en el artículo 23 de la Carta Social revisada y en el
punto 26 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de los
Trabajadores.
CAPÍTULO IV.
SOLIDARIDAD
Artículo 27
Derecho a la
información y consulta de los trabajadores en la empresa
Se deberá
garantizar a los trabajadores o a sus representantes, en los niveles adecuados,
la información y consulta con suficiente antelación en los casos y condiciones
previstos en el Derecho comunitario y en las legislaciones y prácticas
nacionales.
Explicación
Este artículo
figura en la Carta Social Europea revisada (artículo 21) y en la Carta
Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de los Trabajadores (puntos
17 y 18). Se aplica en las condiciones previstas por el Derecho comunitario y
por los Derechos nacionales. La referencia a los niveles adecuados remite a los
niveles previstos por el Derecho comunitario o por el Derecho o las prácticas
nacionales, lo que puede incluir el nivel europeo cuando la legislación
comunitaria lo prevea. El acervo comunitario en este ámbito es importante:
artículos 138 y 139 del Tratado CE, Directivas 98/59/CE (despidos colectivos),
77/187/CE (traspasos de empresas) y 94/45/CE (comités de empresa europeos).
Artículo 28
Derecho de
negociación y de acción colectiva
Los trabajadores
y los empresarios, o sus organizaciones respectivas, de conformidad con el Derecho
comunitario y con las legislaciones y prácticas nacionales, tienen derecho a
negociar y celebrar convenios colectivos, en los niveles adecuados, y a
emprender, en caso de conflicto de intereses, acciones colectivas para la
defensa de sus intereses, incluida la huelga.
Explicación
Este artículo se
basa en el artículo 6 de la Carta Social Europea, así como en la Carta Comunitaria
de los Derechos Sociales Fundamentales de los Trabajadores (puntos 12 a 14). El
Tribunal Europeo de Derechos Humanos reconoció el derecho a la acción colectiva
como uno de los elementos del derecho de sindicación establecido en el artículo
11 del CEDH. En lo referente a los niveles adecuados en los que puede tener
lugar la negociación colectiva, véanse las explicaciones dadas en relación con
el artículo anterior. Las acciones colectivas, incluida la huelga, entran
dentro del ámbito de las legislaciones y prácticas nacionales, incluida la
cuestión de si pueden llevarse a cabo de forma paralela en varios Estados
miembros.
Artículo 29
Derecho de
acceso a los servicios de colocación
Toda persona
tiene derecho a acceder a un servicio gratuito de colocación.
Explicación
Este artículo se
basa en el apartado 3 del artículo 1 de la Carta Social Europea, así como en el
punto 13 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de los
Trabajadores.
Artículo 30
Protección en
caso de despido injustificado
Todo trabajador
tiene derecho a una protección en caso de despido injustificado, de conformidad
con el Derecho comunitario y con las legislaciones y prácticas nacionales.
Explicación
Este artículo se
inspira en el artículo 24 de la Carta Social revisada. Véanse también las
Directivas 77/187 sobre mantenimiento de los derechos de los trabajadores en
caso de traspasos de empresas y 80/987 protección de los trabajadores en caso
de insolvencia.
Artículo 31
Condiciones de
trabajo justas y equitativas
1. Todo
trabajador tiene derecho a trabajar en condiciones que respeten su salud, su
seguridad y su dignidad.
2. Todo
trabajador tiene derecho a la limitación de la duración máxima del trabajo y a
períodos de descanso diarios y semanales, así como a un período de vacaciones
anuales retribuidas.
Explicación
3. El artículo
31 se basa en la Directiva 89/391/CEE, relativa a la aplicación de medidas para
promover la mejora de la seguridad y de la salud de los trabajadores en el
trabajo. Se inspira igualmente en el artículo 3 de la Carta Social Europea y en
el punto 19 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de
los Trabajadores así como, en lo que se refiere al derecho a la dignidad en el
trabajo, en el artículo 26 de la Carta Social revisada. La expresión
“condiciones de trabajo” debe entenderse según el sentido del artículo 140 del
Tratado CE.
4. El apartado 2
se basa en la Directiva 93/104/CE relativa a determinados aspectos de la ordenación
del tiempo de trabajo, así como en el artículo 2 de la Carta Social Europea y
en el punto 8 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de
los Trabajadores.
Artículo 32
Prohibición del
trabajo infantil y protección de los jóvenes en el trabajo
Se prohíbe el
trabajo infantil. La edad mínima de admisión al trabajo no podrá ser inferior a
la edad en que concluye la escolaridad obligatoria, sin perjuicio de
disposiciones más favorables para los jóvenes y salvo excepciones limitadas.
Los jóvenes
admitidos a trabajar deben disponer de condiciones de trabajo adaptadas a su
edad y estar protegidos contra la explotación económica o contra cualquier
trabajo que pueda ser perjudicial para su seguridad, su salud, su desarrollo
físico, psíquico, moral o social, o que pueda poner en peligro su educación.
Explicación
Este artículo se
basa en la Directiva 94/33/CE relativa a la protección de los jóvenes en el
trabajo, así como en el artículo 7 de la Carta Social Europea y en los puntos
20 a 23 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de los
Trabajadores.
Artículo 33
Vida familiar y vida
profesional
1. Se garantiza
la protección de la familia en los planos jurídico, económico y social.
2. Con el fin de
poder conciliar vida familiar y vida profesional, toda persona tiene derecho a
ser protegida contra cualquier despido por una causa relacionada con la
maternidad, así como el derecho a un permiso pagado por maternidad y a un
permiso parental con motivo del nacimiento o de la adopción de un niño.
Explicación
El primer
apartado del artículo 33 se basa en el artículo 16 de la Carta Social Europea. El
segundo apartado se inspira en la Directiva 92/85/CEE del Consejo relativa a la
aplicación de medidas para promover la mejora de la seguridad y de la salud en
el trabajo de la trabajadora embarazada, que haya dado a luz o en período de
lactancia, y en la Directiva 96/34/CE relativa al Acuerdo marco sobre el
permiso parental celebrado por la UNICE, el CEEP y la CES. Se basa asimismo en el
artículo 8 (protección de la maternidad) de la Carta Social Europea y se
inspira en el artículo 27 (derecho de los trabajadores con responsabilidades
familiares a la igualdad de oportunidades y de trato) de la Carta Social
revisada. El término “maternidad” abarca el período desde la concepción a la
lactancia.
Artículo 34
Seguridad social
y ayuda social
1. La Unión
reconoce y respeta el derecho de acceso a las prestaciones de seguridad social
y a los servicios sociales que garantizan una protección en casos como la
maternidad, la enfermedad, los accidentes laborales, la dependencia o la vejez,
así como en caso de pérdida de empleo, según las modalidades establecidas por
el Derecho comunitario y las legislaciones y prácticas nacionales.
2. Toda persona
que resida y se desplace legalmente dentro de la Unión tiene derecho a las prestaciones
de seguridad social y a las ventajas sociales con arreglo al Derecho
comunitario y a las legislaciones y prácticas nacionales.
3. Con el fin de
combatir la exclusión social y la pobreza, la Unión reconoce y respeta el derecho
a una ayuda social y a una ayuda de vivienda para garantizar una existencia
digna a todos aquellos que no dispongan de recursos suficientes, según las
modalidades establecidas por el Derecho comunitario y las legislaciones y
prácticas nacionales.
Explicación
El principio
enunciado en el primer apartado del artículo 34 se basa en los artículos 137 y
140 del Tratado CE así como en el artículo 12 de la Carta Social Europea y en
el punto 10 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de
los Trabajadores. La Unión debe respetarlo en el ejercicio de las competencias
que le confiere el artículo 140 del Tratado constitutivo de la Comunidad
Europea. La referencia a servicios sociales se refiere a los casos en que
dichos servicios se han establecido para garantizar determinadas prestaciones
pero de ninguna manera implica que dichos servicios deban ser creados cuando no
existen. La expresión “maternidad” debe entenderse en el mismo sentido que en
el artículo precedente.
El segundo
apartado se basa en el apartado 4 del artículo 13 de la Carta Social Europea y
en el punto 2 de la Carta Comunitaria de los Derechos Sociales Fundamentales de
los Trabajadores y refleja las normas dimanantes del Reglamento 1408/71 y del
Reglamento 1612/68.
El tercer
apartado se inspira en los artículos 30 y 31 de la Carta Social revisada, así
como en el punto 10 de la Carta Comunitaria. La Unión debe respetar tal derecho
en el marco de las políticas basadas en el apartado 2 del artículo 137 del
Tratado constitutivo de la Comunidad Europea, en particular su último apartado.
Artículo 35
Protección de la
salud
Toda persona
tiene derecho a la prevención sanitaria y a beneficiarse de la atención
sanitaria en las condiciones establecidas por las legislaciones y prácticas
nacionales. Al definirse y ejecutarse todas las políticas y acciones de la
Unión se garantizará un alto nivel de protección de la salud humana.
Explicación
Los principios
incluidos en este artículo se basan en el artículo 152 del Tratado CE, así como
en el artículo 11 de la Carta Social Europea. La segunda frase del artículo
reproduce el apartado 1 del artículo 152.
Artículo 36
Acceso a los
servicios de interés económico general
La Unión
reconoce y respeta el acceso a los servicios de interés económico general, tal
como disponen las legislaciones y prácticas nacionales, de conformidad con el
Tratado constitutivo de la Comunidad Europea, con el fin de promover la
cohesión social y territorial de la Unión.
Explicación
Este artículo,
que respeta plenamente el artículo 16 del Tratado constitutivo de la Comunidad Europea
y no crea nuevos derechos, sienta solamente el principio del respeto por parte
de la Unión del acceso a los servicios de interés económico general tal como lo
prevén las disposiciones nacionales, siempre y cuando éstas sean compatibles
con el Derecho comunitario.
Artículo 37
Protección del
medio ambiente
Las políticas de
la Unión integrarán y garantizarán con arreglo al principio de desarrollo
sostenible un alto nivel de protección del medio ambiente y la mejora de su
calidad.
Explicación
El principio
contemplado en este artículo se basa en los artículos 2, 6 y 174 del Tratado
CE.
Se inspira
igualmente en las disposiciones de determinadas constituciones nacionales.
Artículo 38
Protección de
los consumidores
Las políticas de
la Unión garantizarán un alto nivel de protección de los consumidores.
Explicación
El principio
contemplado en este artículo se basa en el artículo 153 del Tratado CE.
Artículo 39
Derecho a ser
elector y elegible en las elecciones al Parlamento Europeo
1. Todo
ciudadano de la Unión tiene derecho a ser elector y elegible en las elecciones
al Parlamento Europeo en el Estado miembro en que resida, en las mismas
condiciones que los nacionales de dicho Estado.
2. Los diputados
del Parlamento Europeo serán elegidos por sufragio universal libre, directo y secreto.
Explicación
El artículo 39
se aplica en las condiciones establecidas en el Tratado, de conformidad con lo dispuesto
en el apartado 2 del artículo 52 de la Carta. En efecto, el apartado 1 del
artículo 39 corresponde al derecho garantizado en el apartado 2 del artículo 19
del Tratado CE, y el apartado 2 de este artículo corresponde al apartado 1 del
artículo 190 del mismo Tratado. Este último enuncia los principios básicos del
régimen electoral de un sistema democrático.
Artículo 40
Derecho a ser
elector y elegible en las elecciones municipales
Todo ciudadano
de la Unión tiene derecho a ser elector y elegible en las elecciones
municipales del Estado miembro en que resida, en las mismas condiciones que los
nacionales de dicho Estado.
Explicación
Este artículo
corresponde al derecho garantizado en el apartado 1 del artículo 19 del Tratado
CE.
De conformidad
con lo dispuesto en el apartado 2 del artículo 52, se aplicará en las
condiciones establecidas en el Tratado.
Artículo 41
Derecho a una buena
administración
1. Toda persona
tiene derecho a que las instituciones y órganos de la Unión traten sus asuntos imparcial
y equitativamente y dentro de un plazo razonable.
2. Este derecho
incluye en particular:
- el derecho de
toda persona a ser oída antes de que se tome en contra suya una medida individual
que le afecte desfavorablemente;
- el derecho de
toda persona a acceder al expediente que le afecte, dentro del respeto de los intereses
legítimos de la confidencialidad y del secreto profesional y comercial;
- la obligación que incumbe a la
Administración de motivar sus decisiones.
3. Toda persona
tiene derecho a la reparación por la Comunidad de los daños causados por sus instituciones
o sus agentes en el ejercicio de sus funciones, de conformidad con los
principios generales comunes a los Derechos de los Estados miembros.
4. Toda persona
podrá dirigirse a las instituciones de la Unión en una de las lenguas de los Tratados
y deberá recibir una contestación en esa misma lengua.
Explicación
El artículo 41,
que se basa en la existencia de una Comunidad de Derecho, fue desarrollado por
la jurisprudencia que consagró el principio de buena administración (véase,
entre otras, la sentencia del Tribunal de Justicia de 31 de marzo 1992,
C-255/90 P, Burban, Rec. 1992, p. I-2253; así como las sentencias del Tribunal
de Primera Instancia de 18 de septiembre de 1995, T-167/94, Nölle, Rec. 1995,
p. II-2589; de 9 de julio de 1999, T-231/97, New Europe Consulting y otros, Rec.II-2403).
Las manifestaciones de este derecho enunciadas en los dos primeros apartados se
derivan de la jurisprudencia (sentencias del Tribunal de Justicia de 15 de
octubre de 1987, asunto 222/86, Heylens, Rec. 1987, p. 4097, apartado 15; de 18
de octubre de 1989, asunto 374/87, Orkem, Rec. 1989, p. 3283; de 21 de
noviembre de 1991, C-269/90, TU München, Rec. 1991, p. I-5469; y sentencias del
Tribunal de Primera Instancia de 6 de diciembre de 1994, T-450/93, Lisrestal,
Rec. 1994, p. II-1177; de 18 de septiembre de 1995, T-167/94, Nölle, Rec.1995,
p. II-258) y, con respecto a la obligación de motivar, del artículo 253 del
Tratado CE.
El apartado 3
reproduce el derecho garantizado en el artículo 288 del Tratado CE.
El apartado 4
reproduce el derecho garantizado en el tercer párrafo del artículo 21 del Tratado
CE. De acuerdo con el apartado 2 del artículo 52, estos derechos se aplicarán
en las condiciones y dentro de los límites determinados por los Tratados.
El derecho a la
tutela judicial efectiva que constituye un aspecto importante de esta cuestión
está garantizado en el artículo 47 de la presente Carta.
Artículo 42
Derecho de
acceso a los documentos
Todo ciudadano
de la Unión o toda persona física o jurídica que resida o tenga su domicilio
social en un Estado miembro tiene derecho a acceder a los documentos del
Parlamento Europeo, del Consejo y de la Comisión.
Explicación
El derecho
garantizado en este artículo es el que garantiza el artículo 255 del Tratado
CE. De conformidad con lo dispuesto en el apartado 2 del artículo 52, se
aplicará en las condiciones determinadas por el Tratado.
Artículo 43
El Defensor del
Pueblo
Todo ciudadano
de la Unión o toda persona física o jurídica que resida o tenga su domicilio
social en un Estado miembro tiene derecho a someter al Defensor del Pueblo de
la Unión los casos de mala administración en la acción de las instituciones u
órganos comunitarios, con exclusión del Tribunal de Justicia y del Tribunal de
Primera Instancia en el ejercicio de sus funciones jurisdiccionales.
Explicación
El derecho
garantizado en este artículo es el que garantizan los artículos 21 y 195 del
Tratado CE.
De conformidad
con lo dispuesto en el apartado 2 del artículo 52, se aplicará en las
condiciones determinadas por el Tratado.
Artículo 44
Derecho de
petición
Todo ciudadano
de la Unión o toda persona física o jurídica que resida o tenga su domicilio
social en un Estado miembro tiene el derecho de petición ante el Parlamento
Europeo.
Explicación
El derecho
garantizado en este artículo es el que garantizan los artículos 21 y 194 del
Tratado CE.
De conformidad
con lo dispuesto en el apartado 2 del artículo 52, se aplicará en las
condiciones determinadas por el Tratado.
Artículo 45
Libertad de
circulación y de residencia
1. Todo
ciudadano de la Unión tiene derecho a circular y residir libremente en el
territorio de los Estados miembros.
2. De
conformidad con lo dispuesto en el Tratado constitutivo de la Comunidad
Europea, se podrá conceder libertad de circulación y de residencia a los
nacionales de terceros países que residan legalmente en el territorio de un
Estado miembro.
Explicación
El derecho
garantizado en el primer apartado es el que garantiza el artículo 18 del
Tratado CE. De conformidad con lo dispuesto en el apartado 2 del artículo 52,
se aplicará en las condiciones y dentro de los límites determinados por el
Tratado.
El segundo apartado
recuerda la competencia otorgada a la Comunidad por los apartados 1 y 3 del
artículo 62 y por el apartado 4 del artículo 63 del Tratado CE. Por
consiguiente, la concesión de este derecho depende del ejercicio de esta
competencia por las instituciones.
Artículo 46
Protección
diplomática y consular
Todo ciudadano
de la Unión podrá acogerse, en el territorio de un tercer país en el que no
esté representado el Estado miembro del que sea nacional, a la protección de
las autoridades diplomáticas y consulares de cualquier Estado miembro, en las
mismas condiciones que los nacionales de este Estado.
Explicación
El derecho
garantizado por este artículo es el que garantiza el artículo 20 del Tratado
CE. De conformidad con lo dispuesto en el apartado 2 del artículo 52, se
aplicará en las condiciones determinadas por el Tratado.
CAPÍTULO VI.
JUSTICIA
Artículo 47
Derecho a la
tutela judicial efectiva y a un juez imparcial
Toda persona
cuyos derechos y libertades garantizados por el Derecho de la Unión hayan sido violados
tiene derecho a la tutela judicial efectiva respetando las condiciones
establecidas en el presente artículo.
Toda persona
tiene derecho a que su causa sea oída equitativa y públicamente y dentro de un
plazo razonable por un juez independiente e imparcial, establecido previamente
por la ley. Toda persona podrá hacerse aconsejar, defender y representar.
Se prestará
asistencia jurídica gratuita a quienes no dispongan de recursos suficientes
siempre y cuando dicha asistencia sea necesaria para garantizar la efectividad
del acceso a la justicia.
Explicación
El apartado 1 se
basa en el artículo 13 del CEDH:
"Toda
persona cuyos derechos y libertades reconocidos en el presente Convenio hayan
sido violados tiene derecho a la concesión de un recurso efectivo ante una
instancia nacional, incluso cuando la violación haya sido cometida por personas
que actúen en el ejercicio de sus funciones oficiales.”
No obstante, en
Derecho comunitario la protección es más amplia, ya que garantiza un derecho a un
recurso efectivo ante un juez. El Tribunal de Justicia consagró este principio
en su sentencia de 15 de mayo de 1986 (Johnston, asunto 222/84, Rec. 1986,
p.1651; véanse también las sentencias de 15 de octubre de 1987, asunto 222/86,
Heylens, Rec. 1987, p. 4097, y de 3 de diciembre de 1992, C-97/91, Borelli,
Rec. 1992, p. I-6313). Según el Tribunal de Justicia, este principio también se
aplica a los Estados miembros cuando éstos aplican el Derecho comunitario. La
inclusión de esta jurisprudencia en la Carta no tiene por objeto modificar el
sistema de recurso establecido en los Tratados ni, en particular, las normas
relativas a la admisibilidad. Así pues, este principio se aplica con arreglo a
las vías procesales previstas en los Tratados. Se aplica respecto de las instituciones
de la Unión y de los Estados miembros cuando aplican el Derecho de la Unión,
para todos los derechos que garantiza el Derecho de la UE.
El apartado 2
corresponde al apartado 1 del artículo 6 del CEDH, que dice lo siguiente:
"Toda
persona tiene derecho a que su causa sea oída equitativa, públicamente y dentro
de un plazo razonable, por un Tribunal independiente e imparcial, establecido
por la Ley, que decidirá los litigios sobre sus derechos y obligaciones de
carácter civil o sobre el fundamento de cualquier acusación en materia penal
dirigida contra ella. La sentencia debe ser pronunciada públicamente, pero el
acceso a la Sala de Audiencia puede ser prohibido a la prensa y al público
durante la totalidad o parte del proceso en interés de la moralidad, del orden
público o de la seguridad nacional en una sociedad democrática, cuando los
intereses de los menores o la protección de la vida privada de las partes en el
proceso así lo exijan o en la medida considerada necesaria por el Tribunal,
cuando en circunstancias especiales la publicidad pudiera ser perjudicial para
los intereses de la justicia."
En Derecho
comunitario, el derecho a un tribunal no se aplica únicamente a litigios
relativos a derechos y obligaciones de carácter civil. Es una de las
consecuencias del hecho de que la Comunidad sea una comunidad de derecho, tal y
como lo hizo constar el Tribunal de Justicia en el asunto 194/83, Les Verts c.
Parlamento Europeo (sentencia de 23 de abril de 1986, Rec. 1988, p.1339). No
obstante, salvo en lo referente a su ámbito de aplicación, las garantías
ofrecidas por el Convenio se aplican de manera similar en la Unión.
Por lo que se
refiere al apartado 3, interesa hacer notar que, de acuerdo con la
jurisprudencia del Tribunal Europeo de Derechos Humanos, debe concederse
asistencia jurídica cuando su ausencia pudiera hacer ineficaz la garantía de un
recurso efectivo (sentencia del TEDH de 9.10.1979, Airey, Serie A, Volumen 32,
p. 11). Un sistema de asistencia jurídica también existe ante el Tribunal de Justicia
de las Comunidades Europeas.
Artículo 48
Presunción de
inocencia y derechos de la defensa
1. Todo acusado
se presume inocente hasta que su culpabilidad haya sido legalmente declarada.
2. Se garantiza
a todo acusado el respeto de los derechos de la defensa.
Explicación
El artículo 48
coincide con los apartados 2 y 3 del artículo 6 del CEDH, que dicen lo
siguiente:
"2. Toda
persona acusada de una infracción se presume inocente hasta que su culpabilidad
haya sido legalmente declarada.
3. Todo acusado
tiene, como mínimo, los siguientes derechos:
a) a ser
informado, en el más breve plazo, en una lengua que comprenda y detalladamente,
de la naturaleza y de la causa de la acusación formulada contra él;
b) a disponer
del tiempo y de las facilidades necesarias para la preparación de su defensa;
c) a defenderse
por sí mismo o a ser asistido por un defensor de su elección y, si no tiene medios
para pagarlo, a poder ser asistido gratuitamente por un Abogado de oficio, cuando
los intereses de la justicia lo exijan;
d) a interrogar
o hacer interrogar a los testigos que declaren contra él y a obtener la citación
y el interrogatorio de los testigos que declaren en su favor en las mismas condiciones
que los testigos que lo hagan en su contra;
e) a ser
asistido gratuitamente por un intérprete, si no comprende o no habla la lengua empleada
en la Audiencia."
De conformidad
con el apartado 3 del artículo 52, este derecho tiene el mismo sentido y
alcance que el derecho garantizado por el CEDH.
Principios de
legalidad y de proporcionalidad de los delitos y las penas
1. Nadie podrá
ser condenado por una acción o una omisión que, en el momento en que haya sido
cometida, no constituya una infracción según el Derecho nacional o el Derecho
internacional.
Igualmente no
podrá ser impuesta una pena más grave que la aplicable en el momento en que la infracción
haya sido cometida. Si, con posterioridad a esta infracción, la ley dispone una
pena más leve, deberá ser aplicada ésta.
2. El presente
artículo no impedirá el juicio y el castigo de una persona culpable de una
acción o una omisión que, en el momento de su comisión, fuera constitutiva de
delito según los principios generales reconocidos por el conjunto de las
naciones.
3. La intensidad
de las penas no deberá ser desproporcionada en relación con la infracción.
Explicación
Este artículo
recoge el principio clásico de irretroactividad de las leyes y sanciones
penales. Se ha añadido el principio de retroactividad de la pena más leve que
reconocen numerosos Estados miembros y figura en el artículo 15 del Pacto
Internacional de Derechos Civiles y Políticos.
El artículo 7
del CEDH dice lo siguiente:
"1. Nadie
podrá ser condenado por una acción o una omisión que, en el momento en que haya
sido cometida, no constituya una infracción según el Derecho nacional o
internacional.
Igualmente no
podrá ser impuesta una pena más grave que la aplicable en el momento en que la
infracción haya sido cometida.
2. El presente
artículo no impedirá el juicio y el castigo de una persona culpable de una
acción o de una omisión que, en el momento de su comisión, constituía delito
según los principios generales del derecho reconocidos por las naciones
civilizadas.”
Se ha suprimido
simplemente el término " civilizadas" del apartado 2 lo que no supone
modificación alguna del sentido de este apartado, que se refiere a los crímenes
contra la humanidad. De conformidad con el apartado 3 del artículo 52, el
derecho garantizado tiene por lo tanto el mismo sentido y alcance que el
garantizado por el CEDH.
El apartado 3
recoge el principio general de proporcionalidad de los delitos y las penas
consagrado por las tradiciones constitucionales comunes a los Estados miembros
y la jurisprudencia del Tribunal de Justicia de las Comunidades.
Artículo 50
Derecho a no ser
acusado o condenado penalmente dos veces por el mismo delito
Nadie podrá ser
acusado o condenado penalmente por una infracción respecto de la cual ya haya sido
absuelto o condenado en la Unión mediante sentencia penal firme conforme a la
ley.
Explicación
El artículo 4
del Protocolo nº 7 del CEDH dice lo siguiente:
"1. Nadie
podrá ser procesado o castigado penalmente por las jurisdicciones del mismo
Estado por una infracción por la que hubiera sido ya absuelto o condenado por
sentencia firme conforme a la Ley y al procedimiento penal de ese Estado.
2. Lo dispuesto
en el párrafo anterior no obsta a la reapertura del proceso, conforme a la Ley
y al procedimiento penal del Estado interesado, cuando hechos nuevos o
revelaciones nuevas o cuando un vicio esencial en ese procedimiento pudieran
afectar a la sentencia dictada.
3. No se
autorizará excepción alguna del presente artículo a título del artículo 15 del Convenio."
El principio
"non bis in idem" se aplica en Derecho comunitario (véase, entre
otras sentencias integrantes de una importante jurisprudencia, la de 5 de mayo
de 1966, Gutmann c. Comisión, asuntos 18/65 y 35/65. Rec. 1966, p. 150, y, para
un asunto reciente, la sentencia del Tribunal de Justicia de 20 de abril de
1999, asuntos acumulados T-305/94 y otros, Limburgse Vinyl Maatschappij NV c.
Comisión, Rec. II-931), con la precisión de que la norma de la no acumulación se
refiere a la acumulación de dos sanciones de la misma naturaleza, en este caso
penales.
De conformidad
con lo dispuesto en el artículo 50, el principio "non bis in idem" no
se aplica únicamente en el ámbito jurisdiccional de un mismo Estado, sino
también entre las jurisdicciones de varios Estados miembros, lo que se
corresponde con el acervo jurídico de la Unión (véanse los artículos 54 a 58
del Convenio de Aplicación del Acuerdo de Schengen, el artículo 7 del Convenio relativo
a la protección de los intereses financieros de la Comunidad y el artículo 10
del Convenio relativo a la lucha contra la corrupción). Las excepciones, bien
limitadas, en virtud de las cuales estos convenios permiten a los Estados
miembros apartarse del principio "non bis in idem" quedan cubiertas
por la cláusula horizontal del apartado 3 del artículo 52 sobre las
limitaciones. En lo que se refiere a las situaciones contempladas por el
artículo 4 del Protocolo nº 7, es decir, la aplicación del principio en el
interior de un mismo Estado miembro, el derecho garantizado tiene el mismo
sentido y el mismo alcance que el derecho correspondiente del CEDH.
CAPÍTULO VII.
DISPOSICIONES GENERALES
Artículo 51
Ámbito de
aplicación
1. Las
disposiciones de la presente Carta están dirigidas a las instituciones y
órganos de la Unión, respetando el principio de subsidiariedad, así como a los
Estados miembros únicamente cuando apliquen el Derecho de la Unión. Por
consiguiente, éstos respetarán los derechos, observarán los principios y
promoverán su aplicación, con arreglo a sus respectivas competencias.
2. La presente
Carta no crea ninguna competencia ni ninguna misión nuevas para la Comunidad ni
para la Unión y no modifica las competencias y misiones definidas por los
Tratados.
Explicación
El artículo 51
tiene por objeto determinar el ámbito de aplicación de la Carta. Su finalidad
consiste en establecer claramente que la Carta se aplica en primer lugar a las
instituciones y órganos de la Unión dentro del respeto del principio de
subsidiariedad. Esta disposición es fiel al apartado 2 del artículo 6 del
Tratado de la Unión Europea, que impone a la Unión el respeto de los derechos fundamentales,
y al mandato conferido por el Consejo Europeo de Colonia.El Tratado CE consagra
el término "instituciones", enumerándolas en su artículo 7. El
término "órgano" se utiliza generalmente para referirse a todos los
organismos creados por los Tratados o por actos de Derecho derivado (véase el
apartado 1 del artículo 286 del Tratado constitutivo de la Comunidad
Europea).
En lo que a los
Estados miembros se refiere, de la jurisprudencia del Tribunal de Justicia se desprende
inequívocamente que la obligación de respetar los derechos fundamentales
definidos en el marco de la Unión sólo se impone a los Estados miembros cuando
actúan en el marco del Derecho comunitario (sentencia de 13 de julio de 1989,
Wachauf, asunto 5/88, Rec. 1989, p. 2609).
Muy
recientemente, el Tribunal de Justicia ha confirmado esta jurisprudencia en los
siguientes términos: " Debe recordarse, además, que las exigencias
derivadas de la protección de los derechos fundamentales en el ordenamiento
jurídico comunitario vinculan, asimismo, a los Estados miembros cuando aplican
la normativa comunitaria..." (sentencia de 13 de abril de 2000, asunto C- 292/97,
considerando 37, aún sin publicar). Por supuesto este principio, tal como se
consagra en la presente Carta, se aplica tanto a las autoridades centrales como
a las instancias regionales o locales así como a los organismos públicos cuando
aplican el Derecho de la Unión.
El apartado 2
confirma que la Carta no puede dar lugar a una ampliación de las competencias y
misiones conferidas por los Tratados a la Comunidad y a la Unión. Se trata de
mencionar explícitamente lo que lógicamente se infiere del principio de
subsidiariedad y del hecho de que la Unión sólo disponga de competencias de
atribución. Los derechos fundamentales garantizados en la Unión sólo son
efectivos en el marco de las competencias que define el Tratado.
Artículo 52
Alcance de los
derechos garantizados
1. Cualquier
limitación del ejercicio de los derechos y libertades reconocidos por la
presente Carta deberá ser establecida por la ley y respetar el contenido
esencial de dichos derechos y libertades. Sólo se podrán introducir
limitaciones, respetando el principio de proporcionalidad, cuando sean
necesarias y respondan efectivamente a objetivos de interés general reconocidos
por la Unión o a la necesidad de protección de los derechos y libertades de los
demás.
2. Los derechos
reconocidos por la presente Carta que tienen su fundamento en los Tratados comunitarios
o en el Tratado de la Unión Europea se ejercerán en las condiciones y dentro de
los límites determinados por éstos.
3. En la medida
en que la presente Carta contenga derechos que correspondan a derechos garantizados
por el Convenio Europeo para la Protección de los Derechos Humanos y de las Libertades
Fundamentales, su sentido y alcance serán iguales a los que les confiere dicho
Convenio.
Esta disposición
no impide que el Derecho de la Unión conceda una protección más extensa.
Explicación
El artículo 52
tiene por objeto fijar el alcance de los derechos garantizados. El apartado 1
trata del régimen de limitaciones. La fórmula empleada se inspira en la
jurisprudencia del Tribunal de Justicia: "... según jurisprudencia
consolidada, pueden establecerse restricciones al ejercicio de estos derechos,
en particular en el ámbito de una organización común de mercado, siempre que dichas
restricciones respondan efectivamente a objetivos de interés general
perseguidos por la Comunidad y no constituyan, teniendo en cuenta el objetivo
perseguido, una intervención desmesurada e intolerable que afecte a la esencia
misma de dichos derechos " (sentencia de 13 de abril de 2000, asunto
C-292/97, considerando 45). La mención de intereses generales reconocidos por
la Unión abarca tanto los objetivos mencionados en el artículo 2 como otros intereses
protegidos por disposiciones específicas del Tratado como el artículo 30 o el
apartado 3 del artículo 39 CE.
El apartado 2
precisa que cuando un derecho se deriva de los Tratados, queda sometido a las condiciones
y límites establecidos en éstos; es decir, la Carta no modifica el régimen de
los derechos conferidos por los Tratados.
El apartado 3
pretende garantizar la coherencia necesaria entre la Carta y el CEDH sentando
el principio de que, en la medida en que los derechos de la presente Carta
corresponden también a derechos garantizados por el CEDH, su sentido y alcance,
incluidas las limitaciones que se admiten, son los mismos que prevé el CEDH. De
ello resulta en particular que el legislador, al fijar limitaciones a estos
derechos deba respetar las mismas normas establecidas por el régimen preciso de
limitaciones contemplado en el CEDH, sin que ello afecte a la autonomía del
derecho comunitario y del Tribunal de Justicia de las Comunidades Europeas. La
referencia al CEDH se refiere tanto al Convenio como a sus Protocolos. El
sentido y el alcance de los derechos garantizados se determinan no sólo por el
texto de estos instrumentos, sino también por la jurisprudencia del Tribunal
Europeo de Derechos Humanos y por el Tribunal de Justicia de las Comunidades
Europeas. El objetivo de la última frase del apartado es permitir a la Unión garantizar
una protección más amplia.
La lista de
derechos que, por ahora y sin descartar la evolución del Derecho, de la
legislación y de los Tratados, pueden considerarse correspondientes a derechos
del CEDH con arreglo al presente apartado se reproduce a continuación. No se
reproducen aquellos derechos que vienen a añadirse a los del CEDH.
1. Artículos de la Carta cuyo sentido y alcance son idénticos a los de los
artículos
correspondientes del CEDH:
- el artículo
2 corresponde al artículo 2 del CEDH
- el artículo
4 corresponde al artículo 3 del CEDH
- los
apartados 1 y 2 del artículo 5 corresponden al artículo 4 del CEDH
- el artículo
6 corresponde al artículo 5 del CEDH
- el artículo
7 corresponde al artículo 8 del CEDH
- el apartado
1 del artículo 10 corresponde al artículo 9 del CEDH
- el artículo
11 corresponde al artículo 10 del CEDH sin perjuicio de las restricciones que puede
aportar el Derecho comunitario a la potestad de los Estados miembros de
establecer los regímenes de autorización a que se refiere el artículo 10,
apartado 1, tercera frase del CEDH.
- el artículo
17 corresponde al artículo 1 del protocolo adicional del CEDH
- el apartado
1 del artículo 19 corresponde al artículo 4 del protocolo adicional nº4
- el apartado
2 del artículo 19 corresponde al artículo 3 del CEDH tal como lo interpreta el Tribunal
Europeo de Derechos Humanos
- el artículo
48 corresponde a los apartados 2 y 3 del artículo 6 del CEDH
- los
apartados 1(salvo la última frase) y 2 del artículo 49 corresponden al artículo
7 del CEDH
2. Artículos cuyo sentido es el mismo que el de los artículos
correspondientes del CEDH, pero cuyo alcance es más amplio:
- el artículo
9 abarca el ámbito del artículo 12 del CEDH, pero su ámbito de aplicación puede
ampliarse a otras formas de matrimonio siempre que la legislación nacional las
contemple
- el apartado
1 del artículo 12 corresponde al artículo 11 del CEDH, si bien su ámbito de aplicación
se amplía al nivel de la Unión Europea
- el apartado
1 del artículo 14 corresponde al artículo 2 del protocolo adicional del CEDH,
si bien su ámbito de aplicación se amplía a la formación profesional y continua
- el apartado
3 del artículo 14 corresponde al artículo 2 del protocolo adicional del CEDH, por
lo que se refiere a los derechos de los padres
- los
apartados 2 y 3 del artículo 47 corresponden al apartado 1 del artículo 6 del
CEDH, si bien la limitación a los contenciosos sobre derechos y obligaciones de
carácter civil o las acusaciones en materia penal no es pertinente respecto del
derecho comunitario y su aplicación
- el artículo
50 corresponde al artículo 4 del protocolo nº 7 del CEDH, si bien su ámbito de aplicación
se amplía al nivel de la Unión Europea
- Por último,
los ciudadanos de la Unión Europea no pueden considerarse extranjeros en el ámbito
de aplicación del Derecho comunitario debido a la prohibición de cualquier discriminación
basada en la nacionalidad. Las limitaciones contempladas por el artículo 16 del
CEDH en materia de extranjería no les serán por lo tanto aplicables en ese
contexto.
Artículo 53
Nivel de
protección
Ninguna de las disposiciones de la presente Carta podrá interpretarse
como limitativa o lesiva de los derechos humanos y libertades fundamentales
reconocidos, en su respectivo ámbito de aplicación, por el Derecho de la Unión, el Derecho Internacional y
los convenios internacionales de los que son parte la Unión, la Comunidad o los
Estados miembros, y en particular el Convenio Europeo para la Protección de los
Derechos Humanos y de las Libertades Fundamentales, así como por las constituciones
de los Estados miembros.
Explicación
El objeto de
esta disposición es mantener el nivel de protección que ofrecen actualmente en
sus respectivos ámbitos de aplicación el Derecho de la Unión, el Derecho de los
Estados miembros y el Derecho Internacional. Se menciona, debido a su
importancia, el CEDH. El nivel de protección ofrecido por la Carta podrá, bajo
ningún concepto, ser inferior al garantizado por el CEDH, lo que trae como
consecuencia que el régimen de limitaciones establecido en la Carta no puede
quedar por debajo del nivel previsto en el CEDH.
Artículo 54
Prohibición del
abuso de derecho
Ninguna de las
disposiciones de la presente Carta podrá ser interpretada en el sentido de que implique
un derecho cualquiera a dedicarse a una actividad o a realizar un acto tendente
a la destrucción de los derechos o libertades reconocidos en la presente Carta
o a limitaciones más amplias de estos derechos y libertades que las previstas
en la presente Carta.
Explicación
Este artículo
corresponde al artículo 17 del CEDH, a cuyo tenor:
"Ninguna de
las disposiciones del presente Convenio podrá ser interpretada en el sentido de
que implique para un Estado, grupo o individuo, un derecho cualquiera a
dedicarse a una actividad o a realizar un acto tendente a la destrucción de los
derechos o libertades reconocidos en el presente Convenio o a limitaciones más
amplias de estos derechos y libertades que las previstas en el mismo."
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